Un ragazzo, molto timido e balbuziente, non riesce a ordinare neanche un caffè. Per cui, ostinato, si prepara tutto il giorno davanti allo specchio e poi si decide. Scende le scale ripetendosi a mente: «Buongiorno, vorrei un caffè, buongiorno, vorrei un caffè».
Entra nel bar, c'è caos, il barman è indaffarato e non lo degna di uno sguardo. Il ragazzo continua a ripetersi a mente: «Un caffè, un caffè, un caffè». A un tratto il barman finalmente gli rivolge la parola.
Per un istante il ragazzo esita, balbetta: «Ca-ca-ca-ca… un'aranciata».
Ecco, il giorno dopo il ragazzo è certo di riuscire, si è preparato scientificamente: «Caffè, caffè, caffè». Camminando verso il bar si fa strada tra i presenti, il barman lo nota subito, lo segue con lo sguardo, e il ragazzo, guardandolo, dice d'un fiato: «Buongiorno, vorrei un caffè».
«Barman», risponde il barman, «un'altra volta».
Lui, sconsolato, dice: «Un'aranciata».