Un giorno Nastradin sentì bussare alla porta, aprì e vide un suo vicino di casa, che gli stava antipatico. Quello gli chiese: «Nastradin, potreste prestarmi il vostro asino per un giorno?»
E lui: «Mi dispiace tanto, amico mio, se ce l'avessi sicuramente te lo darei, ma proprio oggi l'ho prestato a un'altra persona».
Non aveva ancora finito di parlare che l'asino cominciò a ragliare nella stalla, e il vicino disse: «Son perplesso, sento il vostro asino che raglia».
Nastradin rispose: «Quello perplesso sono io, anzi sono meravigliato e anche un po' offeso: ma a chi credi di più, a un asino che raglia o alla parola di un galantuomo?»