Un tizio va dall'oculista. Il medico, un ometto gentile, lo fa accomodare e gli mostra con la bacchetta il solito cartello con le lettere a grandezza decrescente.
«Riesce a leggere queste lettere?» chiede il dottore. E l'altro: «Ah, di quali lettere parla? Di quelle sul cartello?»
«Quale cartello?» insiste il tizio. «Ma quello sul muro», dice il dottore. «Quale muro?» chiede ancora l'uomo.
«Io credo che lei abbia un bel problema», dice il medico. «È vero. Sento una voce e non vedo nessuno.»