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Nella bottega del bosco è nato in porcellana fredda, con quelle piccole imperfezioni che sanno di verità. È alto 21 cm eppure se ne va in giro come un piccolo conquistatore. Ha il berrettino giallo, un abito in tartan scozzese e una faccina sognante che si accende appena vede un bottone brillante rotolare sul pavimento, come fosse un tesoro caduto dal cielo.
Di giorno fa il vago, ma di notte gira tra stendini e giacche, salvando i bottoni spaiati prima che finiscano nella spazzatura. Dice che le città se la tirano troppo e che il bosco respira meglio con la nebbia. Se lo becchi sul fatto, ti saluta con un'aria super tranquilla e ti offre il tè in una tazza sbeccata, perché lì sa più vero.
- Sistema il bottino in base alla lucentezza, non alla misura, qui comanda lo scintillio.
- Ascolta la pioggia sulla latta per decidere quale tasca andare a esplorare.
- A volte ne riattacca uno al cappotto di qualcun altro, solo per godersi la faccia sorpresa.
Quando qualcuno perde un bottone importante, lui lo sa già. Glielo spifferano i gatti randagi, filosofi impiccioni. Allora lascia un indizio assurdo, un luccichio accanto a una crepa del marciapiede da cui sbuca un filo d'erba, e se ne va felice, sentendo di aver vinto un'altra battaglia contro la distrazione umana.