Nel Bosco Brillastella le risate non sono solo gioia: sono magia.
Quando spariscono all'improvviso, i Magikitos si ritrovano in un silenzio inquietante.
Lunotto, il più pasticcione di tutti, parte per una missione piena di guai e sorprese.
Ma questa volta dovrà ricordarsi una lezione importante.

0:00

La storia

Lunotto e il Bosco delle Risate Perdute. C'era una volta un bosco enorme, pieno di alberi altissimi, funghi luminosi e sentieri che cambiavano direzione da soli. Quel posto si chiamava Bosco Brillastella ed era la casa dei Magikitos, piccoli folletti magici che vivevano nascosti tra le radici, le foglie e i tronchi cavi degli alberi.

Ogni Magikito aveva un talento speciale: c'era chi faceva nascere fiori cantanti, chi trasformava le pozzanghere in specchi colorati e chi riusciva perfino a parlare con le lucciole. Ma tra tutti, Lunotto era sicuramente il più pasticcione. Aveva capelli blu spettinati, scarpe troppo grandi e una coda da volpe magica che si muoveva da sola quando si emozionava. Il suo problema? Voleva sempre fare magie enormi, senza mai ascoltare bene le istruzioni.

«Lunotto, stai attento», gli ripeteva sempre la fata Mirali, «la magia funziona meglio quando ci metti calma e cuore». Ma lui annuiva distrattamente e combinava subito qualche guaio.

Una mattina il bosco si svegliò stranamente silenzioso: niente risate, niente canti degli uccelli, niente scoiattoli che rincorrevano ghiande. Persino il vento sembrava triste. I Magikitos uscirono dalle loro casette preoccupati. Gli animali camminavano lentamente, gli alberi avevano le foglie abbassate e perfino il laghetto magico aveva smesso di brillare.

«Che cosa sta succedendo?» chiese Lunotto. La vecchia civetta Morgana aprì lentamente gli occhi e sospirò. «Il bosco delle risate ha perso la sua allegria, qualcuno ha rubato le risate del bosco». Tutti rimasero senza parole, perché nel Bosco Brillastella le risate non erano solo divertimento, erano magia. Facevano crescere i fiori, accendevano le stelle notturne e davano energia agli animali magici. Senza risate il bosco si sarebbe spento.

«Ci penso io!» gridò Lunotto, saltando su un tronco. Gli altri Magikitos si guardarono preoccupati. «Oh no», sussurrò qualcuno. Lunotto partì subito per la sua missione. Attraversò ponti di liane, saltò sopra funghi giganti e scivolò perfino lungo una cascata arcobaleno, finendo però dritto dentro un cespuglio di more. «Belle spine!» protestò mentre la sua coda cercava di staccargli le foglie dai capelli.

Dopo mille buffonate arrivò davanti a una grotta nascosta sotto una montagna. Da dentro proveniva uno strano rumore. «Gne gne gne, silenzio!» Lunotto sbirciò piano. Nella grotta viveva Brontoloc, un vecchio troll peloso con sopracciglia enormi e un carattere terribile. Attorno a lui c'erano barattoli pieni di risate: risate piccole, grandi, squillanti, buffe. Le aveva rubate tutte lui.

«Finalmente un po' di pace», borbottava il troll. «Non ne potevo più di tutta quella felicità». Lunotto si nascose dietro una roccia e pensò. Di solito avrebbe lanciato una magia gigante senza riflettere, ma stavolta si ricordò delle parole di Mirali: calma e cuore.

Allora ebbe un'idea diversa. Invece di combattere, prese un vecchio flauto magico dalla cintura e iniziò a suonare una melodia stranissima. Era così stonata che perfino i pipistrelli della grotta uscirono scandalizzati. Brontoloc cercò di tapparsi le orecchie, ma Lunotto continuò. Poi iniziò anche a ballare, in modo ridicolo. Il troll lo fissò, provò a restare serio, resistette cinque secondi e… poi scoppiò a ridere. Una risata enorme e fragorosa. «Ma che razza di Magikitos sei?»

E più rideva, più i barattoli si aprivano da soli. Le risate rubate uscirono dalla grotta come farfalle luminose e tornarono a correre nel bosco. In pochi minuti il Bosco Brillastella ricominciò a vivere. Gli alberi tornarono verdi, gli animali ripresero a giocare e il laghetto brillò più forte di prima.

Quando Lunotto tornò a casa, i Magikitos lo accolsero come un eroe. «Hai salvato il bosco!» gridarono. Lunotto sorrise. «E senza nemmeno fare una magia esplosiva». Mirali rise e gli sistemò i capelli tutti sporchi di terra. «Vedi? A volte la magia più grande è far sorridere qualcuno».

Persino Brontoloc da quel giorno cambiò un po'. Ogni tanto andava nel bosco a raccontare barzellette terribili ai Magikitos. Facevano ridere pochissimo, ma lui rideva così forte da far ridere tutti gli altri. E da quel momento nel Bosco Brillastella nessuno dimenticò più una cosa importante: la felicità cresce quando viene condivisa.

Il tuo carrello: 0,00 € (0 prodotti)