Neru e la pozione dei dispetti. Nel cuore della valle Sbuffaluna viveva Neru, famoso soprattutto per i suoi dispetti. Aveva i capelli verdi, sparati in aria, e due orecchie enormi che tremavano quando gli veniva un'idea birichina.
Una mattina decise di preparare una pozione super divertente. «Farò ridere tutto il villaggio», disse. «Mescolo succo di mora, polvere scintillante, tre piume di gufo e, per sbaglio, anche peperoncino magico esplosivo. Plof!». La pozione schizzò dappertutto.
Nel giro di pochi minuti iniziarono i guai. Le capre parlavano come professori, i pesci cantavano opera lirica. Le scope correvano dietro i Magikitos, urlando «Polizia! Polizia!». All'inizio tutti ridevano tantissimo. Poi, però, il caos diventò ingestibile.
Una fata finì appesa a un lampione. Un riccio magico si incastrò dentro una torta. Il sindaco dei Magikitos venne inseguito da dodici galline ballerine. «Neru!», gridarono tutti.
Il piccolo folletto abbassò le orecchie, mortificato. Per la prima volta capì che divertirsi è bello, ma bisogna pensare anche agli altri. Così prese un grande respiro, chiese scusa e lavorò tutto il giorno per sistemare ogni pasticcio.
Alla sera il villaggio tornò finalmente normale. I suoi compagni erano stanchi, spettinati, ma alla fine anche sorridenti. Il sindaco dei Magikitos si avvicinò a Neru e disse: «Le risate sono una magia bellissima, ma diventano davvero speciali quando fanno stare bene tutti». Da quel giorno Neru continuò a fare scherzi, ma imparò a usare la magia con più attenzione. Anche se ogni tanto qualche gallina ballerina ricompariva ancora e nessuno riusciva a smettere di ridere.