Un altare personale: spazio ai tuoi ricordi

La cartolina era rimasta per mesi in un cassetto, tra pile scariche e una chiave che nessuno sapeva più a cosa servisse. Un pomeriggio l'abbiamo appoggiata su una mensola. Accanto abbiamo messo un sasso che ci ricordava una passeggiata e una piccola lampada. Qualcuno ha chiesto se avessimo appena fatto un altare. Un altro ha risposto che, per il momento, era soprattutto l'unico angolo della casa senza una bolletta sopra.

Ci piaceva avere quel piccolo spazio sotto gli occhi. Ci ricordava una persona, un pomeriggio e qualcosa che avevamo voglia di rifare. Non succedeva niente di straordinario. E, a dirla tutta, ci andava bene così.

Puoi chiamarlo altare personale, angolo dei ricordi o mensola delle tue cose preferite. Non serve un kit di illuminazione cosmica. Ti bastano un po' di spazio e qualche oggetto che ti faccia piacere avere vicino.

Si può avere un altare personale senza essere religiosi?

Sì. Puoi dedicare un angolo ai ricordi, alle persone a cui vuoi bene o a qualcosa che ti piace fare, senza legarlo a una fede. Esistono anche altari personali religiosi. Qui proponiamo una versione quotidiana e libera, da sistemare come vuoi, senza attribuire poteri speciali agli oggetti.

Se la parola «altare» ti sembra troppo impegnativa, chiamalo in un altro modo. La mensola non si offende. Se invece il tuo altare fa parte di una pratica religiosa, i suoi simboli hanno un significato dentro quella tradizione. Non c'è bisogno di ridurre usanze diverse a un'unica moda per arredare casa.

Parti da quello che vuoi ricordare

Noi siamo partiti dalla cartolina. Non da una lista della spesa o dalla foto di una casa immacolata in cui, a quanto pare, nessuno ha mai steso un calzino. Ci siamo chiesti soltanto cosa ci sarebbe piaciuto vedere passando di lì.

Magari è una persona che ti manca. Un progetto che continui a rimandare. La voglia di disegnare un po' quando torni dal lavoro. Oppure cerchi solo un posto dove sederti senza tirare fuori subito il telefono. Non devi prima scoprire la tua missione nella vita. «Qui sto bene» è già un ottimo punto di partenza.

Puoi mescolare cose diverse. Oggi una foto di un viaggio, domani una lettera lì accanto. Tranquillo, non passa l'ispettore degli altari a controllare se hai fatto tutto per bene.

Trova un posto nella casa in cui vivi davvero

Una mensola, un tavolino o un vassoio su una cassettiera possono bastare. Scegli una superficie stabile che tu possa raggiungere comodamente. Lascia libero il passaggio e pensa anche a chi abita con te. Quella bella ciotola si merita qualcosa di meglio che finire sotto una ciabatta.

Se preferisci tenere i ricordi per te, va bene anche una scatola da aprire e poi riporre. Non sei obbligato a esporre tutto. In una casa condivisa, mettersi d'accordo su un piccolo spazio funziona meglio che annunciare da soli che metà salotto è diventata un santuario.

Usa quello che hai già. Un vecchio vassoio di plastica ricevuto da una persona cara può dirti molto più di una tavola di legno costosissima. Il materiale deve essere adatto a quello che ci appoggi e piacere a te. Spendere di più non migliora i ricordi.

Scegli qualche oggetto che ti dica qualcosa

Per cominciare puoi provarne due o tre. È un modo comodo per sistemarli e vedere come stanno, non un numero magico. Noi abbiamo dovuto spostare una pigna enorme perché si stava prendendo tutta la mensola. Non l'ha presa benissimo.

  • Un ricordo: una foto, una cartolina, un biglietto o un piccolo oggetto che ti accompagna da tempo.
  • Qualcosa di cui vuoi prenderti cura: una pianta adatta a quel punto della casa o un oggetto che vuoi conservare in buone condizioni.
  • Un promemoria per qualcosa che vuoi fare: una matita, un quaderno o un foglietto con una cosa concreta che vorresti fare.

Non serve che ogni oggetto abbia alle spalle tre generazioni di storia familiare. A volte ti piace soltanto il colore. Ci sta. E non devi portarti via qualcosa dal bosco per completare l'insieme. Una foto può ricordarti quell'albero senza bisogno di spezzargli un ramo.

La Scintilla della Creatività delle nostre storie può suggerirti un'idea per l'angolo in cui disegnare. Le Scintille appartengono al mondo dei Magikitos. Per far andare avanti il disegno, però, bisogna sempre prendere in mano la matita.

Per la luce, non complicarti la vita

Prova con la luce della finestra o con una lampada che hai già. Candele, profumi e musica non sono obbligatori. Se un odore ti dà fastidio o un suono ti distrae, eliminalo. L'arredamento non ha il diritto di rovinarti il pomeriggio.

Con le candele, segui le indicazioni antincendio: portacandele stabili, lontani da materiali infiammabili. Spegnile prima di uscire o dormire. In camera scegli una luce senza fiamma.

Quando sistemi gli oggetti, pensa anche alle manine dei bambini e agli animali di casa. Soprattutto al gatto, convinto che ogni superficie orizzontale gli appartenga. Lui questa guida non l'ha letta. E non ha nessuna intenzione di cominciare.

Una statuina di Magikito accanto a una pianta all'aperto
Una statuina può fare compagnia al tuo angolo, se ti piace. Questo Magikito è fuori, accanto a una pianta, impegnatissimo nelle sue faccende da folletto.

Qualche idea per farlo davvero tuo

Un angolo per fermarti un momento

Una sedia comoda, un po' di spazio libero e qualcosa di piacevole da guardare possono essere sufficienti. Se ti piace meditare a casa, puoi usare quel posto. Se preferisci sederti e guardare fuori dalla finestra, non devi trovare una spiegazione più profonda.

Un angolo per i ricordi

Una foto o una lettera possono tenere vicino il ricordo di qualcuno. Ci saranno giorni in cui avrai voglia di guardarle e altri in cui no. Puoi riporre un oggetto, spostarlo o lasciare tutto com'è. Non c'è un'emozione giusta da provare davanti a una mensola.

Un angolo per cominciare

Vuoi rimetterti a disegnare da settimane? Lascia il quaderno aperto e una matita a portata di mano. Vuoi chiamare qualcuno? Scrivi il suo nome. Un oggetto può ricordarti un'intenzione, ma il passo successivo deve essere fattibile: fare una telefonata, scrivere una riga, sederti dieci minuti. La foto di una montagna non ti prepara lo zaino.

Un piccolo compagno, se ti va

A noi piace immaginare un folletto che impedisca alle bollette di finire davanti alla cartolina. Puoi usare una statuina che hai già e che ti mette allegria. Oppure modellarne una tu, con il naso storto e la faccia di chi si è appena svegliato.

Le statuine dei Magikitos rappresentano i nostri folletti e vengono modellate in porcellana fredda. Le mostriamo sul sito, ma non sono in vendita. La Scintilla della Calma fa parte delle loro storie. Non è un'energia che una statuina sprigiona nella stanza.

Non serve una spiegazione soprannaturale per affezionarsi a un oggetto. Se ti riporta a un bel momento o ti fa sorridere, ha già un suo perché.

Bisogna fare un rituale tutti i giorni?

No. Puoi fermarti lì quando ti va, tornarci spesso o semplicemente goderti quell'angolo passando. Non c'è una frequenza obbligatoria, né un numero di secondi che garantisca la calma. Se una piccola abitudine ti piace, provala. Se diventa un'altra fonte di pressione, cambiala.

Noi guardiamo spesso la cartolina quando annaffiamo la pianta. A volte ci tratteniamo un po'. Altre ci accorgiamo di essere in ritardo e scappiamo via. Nessun folletto viene a ritirarci la tessera.

Il bello dei piccoli rituali quotidiani può essere proprio questo: trovano spazio nella vita normale. Quando un'abitudine diventa l'ennesima casella da spuntare e ti senti in colpa se non lo fai, puoi chiederti se ne hai ancora voglia.

Lascia spazio ai cambiamenti

Spolvera quando serve e sposta quello che si è accumulato. Mettere via un ricordo non significa voler meno bene a chi te l'ha regalato. Puoi anche tenere la stessa foto per anni. La mensola non deve lanciare una nuova collezione a ogni stagione.

Se oggi sei triste, non vuol dire che l'angolo non funzioni. Non deve sistemarti la giornata, cancellare una perdita o sostituire l'aiuto di cui potresti aver bisogno. Può essere semplicemente un posto dove non devi fingere che vada tutto a meraviglia.

La nostra cartolina è ancora sulla mensola. Il sasso ha cambiato posto tre volte e la pigna ha traslocato. Ieri qualcuno ha lasciato un disegno accanto alla lampada. L'abbiamo guardato per un po', poi siamo andati a preparare la cena. Quell'angolo aveva trovato posto nella nostra vita.

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