Da dove viene la parola folletto (la risposta è bella)

Eccolo lì. Tutto il giorno sul tuo scaffale, con quell'aria da "io non ho fatto niente". E tu che entri in casa e pensi: "Ah, che bello il mio appartamento."

Il tuo appartamento.

Da ridere, dai.

Da dove viene la parola folletto?

La parola folletto viene dal latino follis, che significa mantice o sacco d'aria. E c'è anche chi la collega a folle, pazzo, strambo, imprevedibile. Indovina un po'? Entrambe le interpretazioni funzionano benissimo.

Un folletto è letteralmente un piccolo soffio d'aria. Non lo vedi arrivare. Non lo puoi fermare. E lascia un casino dietro di sé, esattamente come fa una corrente d'aria in una cucina piena di carte. La parola è stata scelta benissimo, bisogna ammetterlo.

Il nome non parla di magia oscura, né di presenze inquietanti. Parla di movimento. Di qualcosa che c'è, che passa, che cambia le cose, e poi scompare. Finché non lo cerchi, è già da un'altra parte.

Spiega forse perché i Folletti non stanno mai fermi?

Spiega tutto. E spiega anche perché i vecchi racconti italiani non descrivono mai i Folletti come ospiti. Li descrivono come abitanti. Presenze stabili, con le loro abitudini, i loro posti preferiti e le loro regole precise.

Un Folletto non bussa. Non chiede. Entra perché è a casa sua. Punto. E se lo tratti bene, si prende cura di tutto con una grazia che non ti aspetti. Se lo tratti male, be', comincia a fare casino come solo loro sanno fare.

Dalla Val d'Aosta alla Sicilia, ogni regione italiana ha la sua versione del Folletto. Cambiano i nomi, cambiano i dettagli, ma il filo rosso è sempre lo stesso: questa creatura è già lì quando arrivi tu. Non stai tu ospitando lei. È lei che ospita te.

Lo stesso schema in tutta Europa

Ci credi? Non siamo gli unici con un nome che racconta tutto questo. Mettili in fila e la cosa diventa lampante.

CreaturaDa dove viene il nomeCosa significa davvero
Folletto (Italia)Dal latino "follis", un manticeUn soffio d'aria, sparito prima che ti giri
Duende (Spagna)Da "duen de casa", castigliano anticoPadrone di casa, quello che comanda in famiglia
Brownie (Scozia)Da "brown", il coloreQuello color terra, invisibile su pietra e legno
Kobold (Germania)Dal greco "kobalos", via il latinoBriccone, e ha dato il nome al cobalto
Lutin (Francia)Dal francese antico "nuiton", da "nuit" (notte)Creatura della notte, quella che lavora al buio

Nomi diversi, stessa confessione: nessuno ha mai chiesto il permesso di stare dove sta. È sempre stata casa loro.

Se vuoi scoprire tutta la tradizione dei Folletti di casa in Europa, abbiamo un articolo completo sui Folletti domestici europei che ti farà vedere le cose in modo completamente diverso.

Ci sono altri nomi per il folletto in Italia?

Tantissimi, e fanno tutti lo stesso mestiere! Cambi regione e il folletto cambia nome senza cambiare vizi: il monaciello a Napoli, il linchetto in Toscana, il mazapégolo in Romagna, il massariol nel Veneto. Stesso dispetto, dialetto diverso.

Ogni zona ha battezzato l'inquilino invisibile come suonava meglio dalle sue parti, ma parlavano sempre dello stesso vicino con le chiavi di casa. E se guardi un po' più in là, scopri che la stessa creatura porta venti nomi in giro per il mondo, dal brownie scozzese al domovoj russo.

Un soffio d'aria che resta

C'è qualcosa di meraviglioso in questa etimologia, pensandoci bene. Il folletto è vento, è aria, è qualcosa che non si può trattenere. Eppure è sempre lì. Sul tuo scaffale, nei tuoi cassetti, con i tuoi calzini.

Imprevedibile come un colpo di vento, preciso come chi conosce ogni angolo della casa. Perché la conosce. Meglio di te, probabilmente.

I Magikitos che vegliano sulla tua casa sono già lì. Da un po', in realtà. Aspettavano solo che te ne accorgessi.

Il tuo carrello: 0,00 € (0 prodotti)