Cosa significa
In Puglia la frisella è la regina delle mangiate estive. È un tarallo di pane biscottato, duro come un sasso finché non lo “sponzi” con un po’ d’acqua. Poi via di pomodorini, olio bello ignorante, origano e sale. È pranzo, merenda e rituale da ombrellone, senza troppe cerimonie.
Esempi d'uso
"Uagnù, mo basta sole, sponziamo due friselle e ci mettiamo pomodorini e olio a volontà. Chi arriva tardi si becca solo le briciole, parola mia"
"Stasera niente fornelli, sponziamo due friselle, ci buttiamo sopra i pomodorini del giardino e ce le mangiamo in terrazza guardando il mare."
"Appena arrivati al mare la nonna ha tirato fuori le friselle dalla busta, e in cinque minuti eravamo tutti col mento che gocciolava olio."
Da dove viene
La frisella nasce come pane dei marinai e dei contadini pugliesi, cotto due volte per durare mesi senza ammuffire. Il nome richiama il taglio a metà della ciambella prima della seconda cottura, e quel buco al centro serviva proprio a infilarci lo spago per appenderla o portarsela in barca e nei campi.
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