Francesca
Sicilia
Mi chiamo come mi chiamo, ma rispondo molto bene anche a “ehi, tu con le idee strane”. Faccio colazione tardi, parlo con il caffè come se potesse motivarmi e ho una teoria serissima sul fatto che i calzini spaiati abbiano una vita segreta. Mi piacciono i temporali visti dalla finestra, le focacce ancora calde e i giochi da tavolo in cui perdo con grande dignità teatrale. Una volta ho dato un nome a una zucchina del frigo e ci siamo affezionati tutti. Se mi trovi in cucina, probabilmente sto ballando male o cercando di non bruciare l’aglio per la terza volta.