Cosa significa
Parlare a vanvera vuol dire dire cose a caso, senza riflettere e senza un filo logico, sparando frasi tanto per parlare. Chi parla a vanvera butta lì opinioni su tutto senza saperne nulla, salta di palo in frasca e non conclude un ragionamento. È il chiacchiericcio a vuoto di chi muove la lingua più veloce del cervello.
Esempi d'uso
"Prima informati e poi commenta, invece di parlare a vanvera come fai sempre."
"Il vicino del settimo piano del condominio di Lambrate parla a vanvera ogni mattina nell’ascensore, commenta la guerra in Medio Oriente, la situazione dell’euro, le partite di Champions League e l’oroscopo del giorno, tutto in trenta secondi fra il primo e il sesto piano."
"Non parlare a vanvera di medicina se non hai mai aperto un libro, rischi solo di spaventare la gente."
"Smettiamola di parlare a vanvera sul nuovo film del regista milanese, lo hanno visto due persone in tutta Italia, le recensioni sono state scritte dal portavoce della produzione, e fra una settimana sarà già uscito dal palinsesto delle multisala dell’hinterland."
Da dove viene
Vanvera è parola di origine incerta che gli studiosi della lingua italiana riconducono a una formazione onomatopeica del Trecento toscano, evocativa del rumore della trombetta o del soffio nel vuoto, equivalente al moderno bla bla. Già nel parlato fiorentino del Quattrocento la locuzione a vanvera indicava il discorso fatto a vuoto, senza sostanza né riflessione. Manzoni nei Promessi Sposi del milleottocentoquaranta usa parlare a vanvera per caratterizzare il personaggio del don Abbondio che divaga davanti a una domanda diretta, consacrando la formula nella prosa narrativa italiana del moderno.
Altri modi di dirlo
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