Il Ticino è il cantone svizzero dove si parla italiano, ma con un sapore tutto suo. Qui il tedesco e il francese si fanno sentire tra le parole, e le espressioni locali hanno quel gusto di montagna e precisione elvetica che non trovi da nessun'altra parte. Piccolo ma con un carattere linguistico che non si confonde.
Fare il mona
Fare il mona significa fare lo stupido, lo scemo, il tipo che non capisce niente o che fa finta di non capire. Nel Canton Ticino, "mona" è la parola tuttofare per l'imbecille cronico. Puoi farla con orgoglio per ridere, oppure lanciartela addosso con disprezzo. Dipende da chi la dice e con che faccia.
Bügada
Il bucato, ma anche il casino di cose da sistemare, da sbrigare, da affrontare. Nel ticinese quotidiano si dice "ho una bügada da fare" per indicare una lista infinita di faccende. L'immagine è quella dei panni stesi al sole che non finiscono mai: appena ritiri quelli, ce ne sono altri bagnati che aspettano.
Dì nient
Non dire niente, stai zitto, lascia perdere. Nel Canton Ticino questa formula scioglie situazioni imbarazzanti con eleganza senza fare troppa scena. Puoi usarla per chiudere un argomento scomodo, per evitare la litigata, o per far capire all'altro che hai capito tutto senza bisogno di spiegazioni. Economica e precisa.
Spaciugare
Verbo da bar e da cucina: spaciugare vuol dire maneggiare qualcosa senza delicatezza, rimestare e pasticciare finché diventa un caos. Si usa per carte, oggetti o anche cibo, quando schiacci, sporchi e combini pastrocchi inutili. Insomma, se ti dicono di non spaciugare, è un invito a stare fermo e fare le cose pulite.