Voci della strada
"Essere dico-mico si riferisce al fatto che nella parlata livornese si tende a togliere molte C. Quindi chi vuole apparire più raffinato o più colto di quello che è, potrebbe finire per riaggiungerne troppe. E quindi non dire solo dico, invece di dio, per il verbo dire, ma anche mico, invece che mio, per il pronome possessivo, che ovviamente non ha senso. Quindi potrei trovarmi a dire, ma Caterina fino all'altro ieri era una ghiozza e adesso fa tutta la dico-mico, ma un po' rediola."
Cosa significa
Si dice di chi si dà un tono, fa il raffinato e prova a ‘ripulire’ il parlato, ma finisce per esagerare e risultare ridicolo. L’idea è questa: a Livorno spesso si mangiano le C, e chi vuole sembrare colto le rimette dappertutto, anche dove non stanno, tipo mico invece di mio. Insomma, posa e aria da salotto, ma finta.
Esempi d'uso
"Ieri al bar lei faceva tutta la dico-mico, parlava di vini francesi e poi ha chiesto il cappuccio col ghiaccio, boia."
Editori di questo termine
Il tuo voto conta
Lingua di strada vera o ci siamo persi? Vota.