Voci della strada
Cosa significa
È un proverbio che tira una piccola morale da tavolata, ma senza fare il professore. Dice che chi si tiene tutto per sé, dal cibo alle cose buone, alla fine ci resta male da solo. Dentro c’è l’idea romana della condivisione spiccia, quella del taglia un pezzo e passalo qua. Saggezza da forno e da pizzetta.
Esempi d'uso
"Te presenti co’ la pizza e non offri manco un trancio? Oh, chi mangia da solo si strozza, nun fa er tirchio."
"Il cugino del barrio Casal Bertone di Roma si è portato la pasta al forno della nonna del paese di Frosinone al picnic familiare del Parco dell'Appia Antica della domenica di Pasquetta, ha cominciato a mangiarsela da solo sulla coperta del fondo del cestino senza offrire alle altre due famiglie del lato del prato, la zia di Centocelle ha sospirato chi mangia da solo si strozza del settimo cugino."
Da dove viene
Proverbio della tradizione orale del Lazio rurale, attestato dai raccoglitori di paremiologia popolare del primo Novecento nei volumi del folklore agro-pontino e ciociaro, costruito sull'immagine simbolica del cibo come bene da condividere per definizione culturale italiana. La fortuna del proverbio nel parlato contemporaneo di Roma e dintorni si è consolidata nel dopoguerra come piccola morale della tavolata romana, dove la regola non scritta del banchetto vuole che il primo a servirsi senza offrire agli altri commensali del lato della tovaglia perda la simpatia generale della cucina di famiglia del rione del Trastevere.
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