Il Molise non esiste. Ma se ci vai, scopri che invece esiste eccome, tra tratturi, paesini e gente ospitale. Il molisano medio si diverte con questa battuta, tanto nessuno li prende sul serio. Però la ventricina e il tartufo bianco parlano chiaro.
"Scapoccià significa impazzire, perdere la testa, perché capoccia vuol dire testa. Ad esempio, in questo periodo sto scapocciando dal lavoro, traffico e gente che mi rompe tutto il giorno. Ho la testa che mi fuma davvero."
"Ciufrù. Ciufrù è qualcosa di molto ingarbugliato, qualcosa di molto complicato e si potrebbe dire dovevo cambiare una lampadina e ho aperto un ciufrù de fili che manco la NASA"
"Sciabola si usa per indicare una mangiata stratosferica, quando proprio sei pienissimo e più ancora. Quindi si potrebbe dire la cena di ieri è stata proprio una sciabola, trofie, trenette, cuculli, più chi ne ha più ne metta"
Sfatato
Quando ti senti scarico senza batteria, fiacco come una candela spenta e ogni movimento ti costa la fatica di scalare una montagna, sei ufficialmente sfatato. Puoi esserlo dopo una giornata torrida d'agosto o dopo una tirata al lavoro che ti ha succhiato via l'energia. Spesso lo tiri fuori quando ti crolla il mondo addosso e non vuoi sentire parlare di alzarti dal divano. È quella stanchezza profonda che grida vendetta e ti fa desiderare solo il silenzio e un ventilatore puntato in faccia.
Avere il dito molisano
Significa essere estremamente rilassati, forse un po' pigri, affrontando la vita con calma e senza fretta.
Ciufrù
Usato a Roma per indicare un pasticcio o una situazione ingarbugliata senza soluzione apparente.
Sciabola
Espressione usata per dire di andarsene velocemente, come quando si fa qualcosa di fretta.
Scapoccià
Scapoccià vuol dire sbottare, andare in tilt e perdere la pazienza perché c’è troppo bordello in testa o intorno. Lo dici quando ti si accumulano rumore, stress, gente che parla sopra e storture varie, e senti che stai per esplodere. Non è diventare matto sul serio, è uno scatto di nervi, spesso all’improvviso.