A Roma il traffico è l'unica vera costante, insieme ad "ao'" e "annamo a magnà". Nel Lazio si vive di carbonara e derby calcistici e ognuno ha un parente che "c'ha er contatto giusto". Fuori Roma, il resto del Lazio sembra un'altra dimensione, ma sempre con la stessa calma "tanto c'è tempo".
"Far venire il latte alle ginocchia, indica una persona estremamente noiosa e lenta nel parlare. Sono andata a quella conferenza che mi interessava molto, ma il relatore ti faceva venire il latte alle ginocchia."
"Oh, mi fa venire il latte alle ginocchia. Significa essere molto noioso o irritante. Quello con tutte queste lamentali mi fa venire il latte alle ginocchia. Non fa altro che piangere e ripete sempre le stesse cose."
"Ehi, grazie a cazzo. È una risposta sarcastica, quando uno ti dice una cosa ovvia, scontata, oppure quando ti dicono grazie tu puoi rispondere con arca, tipo, se studi passi l'esame, eh, grazie a cazzo, come per dire, è arrivato il genio."
"Fidate, 'n te fidà, vuol dire non fidarti di una persona o di una situazione, esempio fidate, 'n te fidà di quello che dice Alessio, parla troppo."
"Mei coglioni, espressioni di stupore, tipo accidenti, ammazza, ad esempio, tipo, me coglioni, ma hai visto quanto costa sto ristorante? Un po' volgare, però è romano."
"L'opposto di sticazzi non tutti sanno che è mecoglioni. Tante persone, infatti, si confondono sull'utilizzo di queste due parole. Sticazzi, come detto prima, si utilizza quando c'è indifferenza, si vuole dimostrare disinteresse. Mecoglioni, invece, è quando si è stupiti di qualcosa o di qualcuno. Per esempio, ma lo sai che Marco è riuscito a perdere 30 chili in due mesi? Oh, mecoglioni!"
"Megoioni è un'espressione molto colorita, quindi da utilizzare soprattutto tra amici, che ha vari significati di nuovo. Quindi può voler dire, sicuramente indica una sorpresa, sia in positivo che anche utilizzata in modo ironico quando qualcuno dice qualcosa di un po' troppo, cioè la spara un po' troppo grossa. Quindi si potrebbe dire, per esempio, oh, hai visto la mia nuova macchina? Megoioni, che bella!"
"Me coglioni. Può essere interpretato in diversi modi, ma la più comune è un gran complimento. Tipo, me coglioni, t'avo detto che era una cena sbarazzina, te sei presentato giacca e cravatta."
"Sta rosicà vuol dire essere invidioso di un qualcosa o di una persona, tipo guarda quanto sta rosicà solo perché ho vinto."
"Rosicare, ecco il verbo che viene proprio dal gergo romano, ma che ormai è più inutilizzato su tutto il territorio italico, e si utilizza per indicare un fastidio, o comunque sfortuna, o qualcosa che proprio non ci scende giù. Per esempio, tu hai mezz'ora che giri nel quartiere per cercare parcheggio, arriva la smart, si infila in quei due centimetri che ha trovato, e tu stai a rosicare, perché quella ha parcheggiato in due secondi, e tu so 30 minuti che cerchi parcheggio."
"Rosicare è un verbo che si utilizza quando si è consumati dall'invidia o dal rancore, quando vedi che qualcun altro sta meglio di te e sei appunto invidioso e non hai paura di dirlo, quindi magari fai delle battutine un po' acide. Ed è molto utilizzato nello slang romano, spesso in coppia con Terode o Rosica e quindi rende proprio l'idea di qualcosa che ti sta consumando. Quindi si può dire, per esempio, dopo aver visto le foto delle vacanze di Claudio alle Maldive Gianni ha iniziato a rosicare fortissimo."
Mi fa venire il latte alle ginocchia
"Quello ricomincia per la quinta volta co’ la storia dell’ex, a noi ce fa venì er latte alle ginocchia prima del dolce."
Grazie a cazzo
"Ho studiato due settimane e ho passato l’esame. E grazie a cazzo, regà, se stavi sui libri pure a colazione era il minimo."
Fidate, 'n te fidà
"Alessio promette miracoli ogni settimana e poi sparisce. Fidate, 'n te fidà de quello che dice, che co lui finisci sempre a mani vuote."
Me cojoni!
"Aò, te lo giuro: mi hanno promosso senza manco chiedere! Me cojoni, daje! Stasera annamo a festeggià e pago io, tranquilli."
Rosicare
"Aò, hai visto Gigi? Gli hanno dato la promozione e Marco rosica da morì, fa finta de ride ma sta col veleno in bocca."