Firenze è arte, ironia toscana e un accento che trasforma ogni frase in un evento. I fiorentini sono orgogliosi della loro "c" aspirata e del loro humor tagliente. Tra bistecche e Brunello, qui la vita è "un po' bischera ma bellissima".
"Bischero è un termine puramente toscano per dire che sei un ingenuo cosmico, un mezzo tonto che si fa infinocchiare regolarmente da chiunque. È una vera istituzione dialettale fiorentina. Per esempio, oh bischero, ma non l'hai capito che quella ti sta solo usando per i soldi e per la macchina nuova?"
"Fare chioccolio significa parlare a vuoto senza mai arrivare al punto, ricorda la chioccia che cova i problemi invece poi di risolverli, quindi si potrebbe usare dicendo durante quel meeting Luca stava facendo chioccolio per mezz'ora, poi però qualcuno ha sbottato e gli ha detto guarda che sto problema va risolto."
Impaperarsi
Incepparsi nel parlare, farfugliare e perdere il filo a metà frase, come quando il cervello corre più veloce della bocca. Ci si impapera davanti a chi ci piace, durante un discorso importante o leggendo ad alta voce, e più si cerca di rimediare più ci si imbroglia. Capita a tutti, e di solito strappa un sorriso.
Non mi far ridere i polli
Equivalente toscano del "ma dai, per favore" detto con una certa eleganza irritata. Si usa quando qualcuno dice una cosa così assurda che persino i polli riderebbero. È una di quelle frasi fiorentine che sembra quasi affettuosa ma in realtà ti sta demolendo con stile. Il pollame è il metro di giudizio definitivo.
Girare pagina
Vuol dire lasciarsi alle spalle una storia, un casino o un periodo storto e ripartire senza rimuginare. È quel click mentale tipo: basta, si cambia aria e si va avanti. A Firenze suona proprio da persona che s’è stufata di fare la figura del bischero e si rimette in carreggiata.
Bischero
A Firenze il bischero è lo sciocco, l’ingenuo che casca in ogni tranello e non la vede arrivare. Insulto tutto toscano, lo si lancia più per sfottò che per cattiveria, spesso con una pacca sulla spalla. Dare del bischero a un fiorentino è quasi un rito d’affetto ruvido, parte del paesaggio come il Duomo.
Fare il chioccolio
Parlare a vuoto senza mai arrivare al punto, come una vecchia chioccia che chioccia di problemi invece di risolverli.