Cosa significa
Quando uno si lancia in acqua con la grazia di un porceddu che ruzzola nel fango. Il tuffo è rumoroso, pieno di schizzi e senza alcuna eleganza, spesso seguito da risate collettive. Si usa per prendere bonariamente in giro chi crede di fare una cosa atletica e invece sembra un maialino che si tuffa nel brodo.
Esempi d'uso
"Ho provato a imitare i tuffi olimpici ma è venuto fuori un tuffu a porceddu che ha bagnato anche quelli sugli scogli."
"Ogni volta che Marco si butta dal trampolino fa il tuffu a porceddu, lo prendiamo in giro ma poi gli vogliamo più bene."
"Alla festa del paese, nella gara di tuffi, il sindaco ha fatto un tuffu a porceddu memorabile."
Da dove viene
Viene dalla Sardegna e mescola il verbo tuffare con l'immagine del porceddu, il maialino da latte arrostito, simbolo di abbondanza e convivialità. Nasce dalla cultura contadina e pastorale, dove i bambini facevano le gare di tuffi nei torrenti e chi atterrava di pancia veniva subito battezzato col nomignolo. Col tempo è diventata un'espressione fissa nelle spiagge e nelle piscine dell'isola.
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