Voci della strada
"Gianna, o anche Giannetta, è un modo scherzoso per indicare il vento forte o improvviso, una specie di personificazione del vento, come se fosse una persona che passa e fa casino, tipo, oh senti Gianna oggi c'è un vento forte che si sente subito."
"Che gianna è un modo di dire tutto romano che si intende quando c'è quella brezza che dà fastidio, c'è quell'alito di vento che se si infila fra capo e collo ti manda all'ospedale per la cervicale o per la bronchite, e tu piuttosto ti ostini a metterti le copelle al posto della sciarpina e del colpiumino. Quindi vai fuori, fa freddo, ti tira vento, eh, che gianna!"
Cosa significa
Si usa quando tira quel venticello bastardo che sembra niente, ma ti entra tra collo e spalla e ti fa bestemmiare la cervicale per due giorni. Non è il freddo serio, è la brezza infame, quella che ti fregava pure con la giacca. Lo dici per avvertire o per lamentarti con stile romano.
Esempi d'uso
"Esco senza sciarpa, due minuti e mi prende dietro l’orecchio. Aò, che gianna, domani mi muovo come un robot."
"Stavo in motorino, manco forte, ma 'sto venticello me s'è infilato nella giacca, aò che gianna, pareva me stesse a cercà l'anima."
"Che gianna stamattina, m'ha fatto venì er torcicollo prima de pranzo, manco fosse uscito in mutande."
Da dove viene
A Roma si personificava già il vento femminile, tipo la tramontana, e Gianna è un nome da battuta, come dire "arriva Gianna a rompe le palle". Poi è rimasto per quella brezza infame che ti cerca il collo e te lo trova, roba da maledire con affetto, è usanza orale dei vicoli.
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