Voci della strada
"Non c'è trippa per gatti, vuol dire che non c'è possibilità, non c'è speranza di ottenere qualcosa. Ad esempio, se pensavi di copiare durante il compito, ti dico subito che non c'è trippa per gatti. Oggi il professore controlla pure come respiri."
"Non c'è tripa per gatti, in pratica è qualcosa di cui non c'è speranza, di cui le risorse sono finite. C'è un aneddoto rispetto a questa frase, nei primi del Novecento il sindaco Ernesto Nabian in pratica tolse dalla spesa comunale il cibo per gatti che venivano utilizzati per proteggere gli archivi dei topi. Tipo, se stai a provare, volevi lo sconto? Mi dispiace, ma oggi non c'è questa tripa per gatti."
"Non c'è trippa per gatti risale effettivamente all'antica Roma, quando c'erano periodi di carestia o comunque le cose non è che andavano proprio tanto bene e prima le persone erano comunque abituate a dare qualcosa da mangiare anche ai gatti, nel momento in cui bisogna riconsiderare le priorità e le persone non hanno neanche più qualcosa da mangiare, ovviamente tagliavano anche su qualcosa da dare ai gattini e quindi non c'è trippa per gatti significa quando le cose non stanno andando proprio benissimo bisogna cominciare a tagliare, bisogna cominciare a stringere la cinghia e può essere anche utilizzata in un contesto più goliardico come per esempio andare in ferie con gli amici tuoi a Ibiza, mentre tu al massimo puoi andare a Ostia, ecco non c'è trippa per gatti."
Cosa significa
Si dice quando non ci sono risorse, non ci sta margine, e quindi niente regali, niente extra, niente capricci. È quel no secco che arriva quando bisogna stringere la cinghia e ridimensionare i piani. La usi sia seria che per scherzo, tipo quando gli altri parlano di Ibiza e tu stai già pensando al bus per Ostia.
Esempi d'uso
"Oh, loro parlano di weekend a Ibiza e io guardo il conto e dico regà, non c’è trippa per gatti, al massimo Ostia e panino"
"Quest’anno per le vacanze non c’è trippa per gatti, i bambini hanno bisogno della nuova divisa scolastica, la macchina deve fare il tagliando e il cane ha bisogno di un’operazione, quindi al massimo arriviamo a Sabaudia per due notti in pensione completa."
"Il direttore generale ha annunciato in riunione che per i premi di produttività del trimestre non c’è trippa per gatti, il fatturato non ha raggiunto gli obiettivi e gli azionisti hanno chiesto di stringere la cinghia su tutte le voci di costo del budget aziendale."
Da dove viene
L’espressione nasce a Roma negli anni venti del Novecento, quando il sindaco Ernesto Nathan, nella sua campagna di risanamento del bilancio comunale del millenovecento e otto, abolì lo stanziamento destinato all’alimentazione dei gatti randagi del Campidoglio, animali tradizionalmente nutriti con la trippa di scarto dei macelli capitolini. La frase del comunicato municipale circolò rapidamente nei mercati di Trastevere e di Testaccio, diventando in poco tempo modo di dire popolare per indicare ogni situazione di tagli di bilancio o di mancanza di risorse extra. La fortuna del modo di dire ha superato i confini di Roma e oggi è di uso italiano comune.
Editori di questo termine
Il tuo voto conta
Lingua di strada vera o ci siamo persi? Vota.