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Cosa significa

Portare sfiga vuol dire attirare guai e sfortuna, come se la tua sola presenza facesse andare storto tutto. Si dice di chi nomina disgrazie al momento sbagliato o di chi, secondo la scaramanzia, è meglio non incrociare prima di una partita o di un esame. Spesso si accompagna a un gesto scaramantico per allontanare la jella.

Esempi d'uso

"Tocca ferro quando dici certe cose, lo sai che portano sfiga a tutto il gruppo."
"Quel tifoso che si è seduto al bar prima della finale porta sfiga, lo sappiamo tutti dai tempi del campionato del duemiladue, e infatti la nostra squadra ha già preso tre gol nel primo tempo."
"Non dire che oggi non piove, porti sfiga, l'ultima volta ci siamo presi un acquazzone pazzesco."
"Non nominare il gatto nero proprio mentre la zia esce per il colloquio di lavoro, mamma, porta sfiga, e lei è già abbastanza in ansia per il vestito che il ferro ha bruciato all’ultimo momento."
Tono
Ironico Spregiativo

Da dove viene

Portare sfiga è formula scaramantica entrata nel parlato italiano del Novecento, costruita sul sostantivo sfiga, neologismo gergale dello stesso secolo. Il verbo portare evoca l’idea che la sfortuna sia un peso fisico che certe persone trascinano con sé e contagiano agli altri al solo passaggio. La tradizione meridionale italiana, da Napoli alla Sicilia, accompagna spesso l’espressione con gesti antichi come toccare ferro, fare le corna o tenere stretto un cornetto rosso di corallo, per neutralizzare l’energia negativa appena nominata.

Altri modi di dirlo

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