Cosa significa
Ridere a crepapelle significa ridere fortissimo e a lungo, fino quasi a scoppiare, con una risata tanto smodata che sembra possa farti crepare la pelle. È la risata liberatoria e contagiosa che ti piega in due e ti toglie il fiato, davanti a una battuta irresistibile o a una scena comica. Più di un sorriso, è il riso pieno e travolgente che ti scuote tutto.
Esempi d'uso
"Ci ha raccontato la disavventura in modo così buffo che abbiamo riso a crepapelle."
"Al matrimonio della cugina, lo zio sardo ha imitato la maestra delle elementari per dieci minuti e tutti i parenti ridevano a crepapelle, perfino la sposa col velo di traverso."
"Davanti a quella comica abbiamo riso a crepapelle per tutto lo spettacolo."
"Il filmino di quando papà ha provato a montare la tenda da campeggio sotto la pioggia ci fa ridere a crepapelle dieci anni dopo, e ogni Natale finisce sempre per essere proiettato dopo il panettone."
Da dove viene
L’espressione ridere a crepapelle è composta da crepare e pelle, e descrive la risata così violenta che sembra possa spaccare la cute. Compare nei testi italiani fra il Sei e il Settecento, dentro la commedia popolare e nei carteggi familiari come iperbole di una gioia incontenibile. La metafora è fisica e quasi cruda, ma proprio per questo è sopravvissuta a tre secoli di moda linguistica, restando viva nel parlato quando una battuta ti piega in due davvero.
Altri modi di dirlo
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