Voci della strada
"Abbozzare, invece, è un verbo che si utilizza quando si vuole esprimere una sopportazione, cioè sopportare pazientemente, tollerare, anche subire passivamente e quindi quando tu vedi che un'altra volta viene questo tuo amico a lamentarsi di come la tipa l'ha lasciato invisibilizzato per tre giorni, tu devi star là seduto e devi abbozzare."
Cosa significa
Mandare giù il rospo, sopportare senza reagire anche se dentro stai esplodendo. Quando il capo ti tratta male ma hai il mutuo da pagare, quando tua suocera critica la tua cucina e tu sorridi. Non è essere deboli, è pura sopravvivenza sociale con i pugni stretti sotto il tavolo e il sorriso incollato.
Esempi d'uso
"Il cliente mi ha urlato in faccia per venti minuti e io lì ad abbozzare, sorridente come una pubblicità del dentifricio, perché il contratto vale troppo"
"Mio padre ha abbozzato per quarant’anni con il capoufficio della filiale di via dei Quattro Cantoni, ogni mattina la stessa pretesa, ogni venerdì lo stesso rimprovero ingiusto, e mio padre è andato in pensione senza che il figlio del proprietario sapesse mai il suo cognome scritto correttamente."
"La nuora ha abbozzato a Natale davanti alla suocera che criticava il ripieno del cappone arrosto della tradizione famigliare, e quando siamo arrivati a casa ha letteralmente buttato il grembiule sul divano dichiarando l’anno prossimo Pasqua si fa al ristorante senza eccezioni di sorta."
Da dove viene
Abbozzare nel senso di trangugiare il rospo viene dal lessico romano della cucina ottocentesca, dove abbozzare la cena significava preparare il pasto in maniera approssimativa e sbrigativa quando il tempo o le risorse mancavano. Il senso figurato si è consolidato nel parlato romanesco del primo Novecento attraverso i sonetti di Gioacchino Belli e i racconti di Trilussa, dove il personaggio popolare di Roma abbozza per sopravvivere alle ingiustizie quotidiane senza scatenare reazioni che gli costerebbero il lavoro o l’abitazione. La voce ha guadagnato circolazione nazionale grazie ai film di Alberto Sordi degli anni cinquanta.
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