Cosa significa

Espressione veneta diretta e colorita: andar in mona descrive il piano, il progetto o l'evento che si rovina, va a rotoli o sfugge di mano nel momento meno opportuno. La mona è la parola veneta per il sesso femminile, e l'espressione condivide la stessa logica figurata di andare a farsi benedire, con quel taglio diretto e popolano che il veneziano usa al bacaro tra un'ombra e un cicchetto senza alcuna intenzione offensiva.

Esempi d'uso

"Avevamo organizzato tutto per la festa sul vaporetto, ma con 'sto temporale è andato tutto in mona!"
"Avevamo organizzato la cena di compleanno sul vaporetto di linea uno di Venezia per il diciotto di mio nipote, ma con la nebbia del mattino i traghetti hanno tagliato la corsa serale, e tutto è andato in mona, fine."
"Il piano del cugino di Mestre per aprire la pasticceria sul ponte di Rialto è andato in mona alla prima visita del Comune, mancavano tre permessi della Soprintendenza, l'affitto del locale si è perso, e lui è tornato al banco di famiglia con la coda tra le gambe."
Tono
Volgare Arrabbiato
Dove si dice

Da dove viene

Espressione idiomatica del veneto urbano, costruita sulla parola mona, voce volgare veneziana per organo sessuale femminile attestata dal Settecento nei dialoghi popolari della commedia goldoniana. La locuzione passiva andar in mona si è cristallizzata nel Novecento come equivalente regionale di andare in malora, e oggi resta viva tra la gondola e il bacaro, con la stessa funzione fatalista del bestemmiare a denti stretti quando l'acqua alta arriva al pavimento del laboratorio di Marghera.

Altri modi di dirlo

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