Cosa significa
Quando qualcuno cerca di risolvere un problema in modo furbo e creativo, a volte pure un po' da mago del fai-da-te.
Esempi d'uso
"Ho dovuto fare u servìzz' col condizionatore rotto: ventaglio e ghiaccio sul ventilatore, mica pizza e fichi!"
"Col motorino che non partiva, ho fatto u servìzz’ attaccando la batteria del trapano e due fili di scotch: un ingegnere mancato, giuro!"
"Mia nonna, quando si rompeva qualcosa, diceva: 'Statt’ ferm’, ca mo facim’ u servìzz’' e tirava fuori ago e filo pure per il ferro da stiro."
Da dove viene
U servìzz’ è 'na parola che a Bari e in Puglia se usa da sempre per dire 'lavoro' o 'lavoretto'. In dialetto barese, 'fare u servìzz’' voleva dire sistemà qualcosa in casa, senza spendere troppi soldi e con quello che se trovava in giro. Col tempo, la frase è diventata un modo di dire per chi sa risolvere i problemi con ingegno e un tocco di fai-da-te.
Altri modi di dirlo
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Questa espressione la curiamo tra tutti
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