Bari è focaccia calda, mare azzurro e gente che parla con le mani più che con le parole. I baresi sono schietti, generosi e convinti che la loro cucina sia la migliore d'Italia. E forse non hanno tutti i torti.

Sclerare
Francesca · Lazio
"Sclerare significa un po' dare di matto, cioè quando i fili del cervello si incrociano improvvisamente e inizi quindi a urlare, sbraitare o comunque dare i numeri perché non ce la fai più a reggere il peso del mondo intero sulle spalle stanche. È un po' l'esplosione emotiva incontrollabile che spazza via in un secondo ogni patina di chilling che avevi costruito meticolosamente fino a quel momento. Quindi per esempio si può dire Sto sclerando con questo traffico. Giuro che scendo dalla macchina e vado a piedi anche sotto il diluvio."
Scialare
Francesca · Sicilia
"Oggi ho veramente scialato. Scialare si utilizza quando uno si è divertito tanto oppure ha mangiato benissimo, molto probabilmente lo sentireste di più associato a ho mangiato benissimo, per esempio oggi mi sono presa un parino con le panelle e dopo un sacco di tempo veramente ho scialato, quindi generalmente si utilizza per questo per dire ho provato un grandissimo piacere, mi sono divertito tantissimo e è stato bellissimo."
Ahimèdo
Francesca · Lazio
"Aime do è una sorta di lamento da usare quando ti tocca fare qualcosa di molto noioso, fastidioso e sai che non hai scampo, ce lo devi fare per forza. Quindi è un gioco di parole tra aime e devo, che suona come un po' arrendevole, cioè ci si piange addosso, ma comunque col sorriso. Quindi si potrebbe dire, stamattina devo andare in posta a litigare con i moduli, poi pure in palestra, avevo detto di sì ieri, sono proprio un genio."

Cusciù

A Bari il cusciù è quello iper competitivo, uno che non sa proprio giocare “tanto per”. Trasforma qualsiasi cosa in una finale, pure a briscola al bar o a chi finisce prima il panzerotto. Vuole vincere, primeggiare, fare il fenomeno e poi pure rinfacciartelo con sorriso. Stancante, ma a volte fa scena.

"Uagnò, ieri a carte Giuseppe era un cusciù assurdo, urlava mo ti stacco come fosse la Champions. Poi alla sagra delle orecchiette contava pure quante ne faceva la nonna"

Regalino

A Bari si dice “regalino” in modo sarcastico quando qualcuno ti molla addosso una fregatura, un debito o una rogna travestita da sorpresa. Tipo quello che sparisce al momento di pagare, o ti lascia la patata bollente da risolvere. Altro che fiocco e bigliettino, questo è un pacco con dedica.

"Uagnù, ieri Giuseppe è scappato prima del conto e noi a grattarci la testa. Mo chi paga? Che regalino, scì. La prossima volta lo facciamo pagare all’ingresso"

Scialare

Quando ti godi la vita senza pensieri, facendo quello che più ti piace, soprattutto al massimo del divertimento.

"Oggi non si lavora, ce ne andiamo in spiaggia a scialare come ai bei tempi!"

Sclerare

Quando perdi completamente le staffe e inizi a strillare o fare cose pazze. Vuol dire andare fuori di testa, come un vero barese incavolato.

"Gino s'è perso l'ultima focaccia al forno, ha cominciato a sclerare peggio di un tifoso al derby!"

Ahimèdo

È un lamento ironico da usare quando ti tocca fare qualcosa di noioso o fastidioso e non hai scampo. Gioco di parole tra ahimè e devo, suona come una resa teatrale: ti piangi addosso ma col sorriso. Perfetto per commentare pulizie, burocrazia, visite dal dentista o qualsiasi impegno preso con troppa leggerezza.

"Stamattina ahimèdo devo andare in posta a litigare coi moduli, poi pure palestra. Avevo detto sì ieri, che genio proprio, mamma mia."

Voci del popolo

La teoria va benissimo... ma quello che ci fa impazzire davvero a noi Magikitos è sentire la gente di Bari nel loro flow naturale. Se conosci un'espressione tipica di là, mandaci una nota vocale su WhatsApp con un esempio vero. L'aggiungiamo alle voci della tua zona!

Il tuo carrello: 0,00 € (0 prodotti)