Cosa significa
La pertica è quel lungo bastone di legno che si usava per bacchiare le noci o stendere i panni, e per estensione si dice di una persona altissima e secca, dritta e sottile proprio come un palo. Chiamare qualcuno pertica è un modo bonario di farci notare che svetta sopra tutti, tutto altezza e poca larghezza.
Esempi d'uso
"In squadra lo mettono sempre a muro perché è una pertica e prende tutti i rimbalzi."
"Il nuovo allenatore della squadra di pallavolo del liceo classico di Pisa è una pertica di un metro e novantotto, deve abbassare la testa sotto il portone della palestra per entrare in campo, e il direttore tecnico del torneo regionale gli ha consigliato il vestito tagliato dalla sartoria del corso Italia per la cerimonia di apertura."
"Sei diventato una pertica, ti ho lasciato bambino e ora mi superi di una testa."
"La nuova fidanzata del cugino è una pertica simpaticissima del Veneto, un metro e ottantasette di altezza, capelli biondi raccolti sempre in coda, e ride della differenza con il cugino a tavola del pranzo della domenica dalla famiglia in via Garibaldi del centro storico di Verona."
Da dove viene
Pertica deriva dal latino classico pertica, lunga asta di legno utilizzata dai contadini romani per misurare i campi e per battere le noci dagli alberi del podere. Il termine si è conservato nel parlato italiano del Cinquecento come strumento agricolo standard e nel Settecento le pertiche venivano utilizzate anche come stendibiancheria nei cortili dei conventi e dei monasteri della pianura padana. La metafora figurata per la persona altissima e magra è documentata nei diari delle famiglie patrizie venete del Settecento e nei romanzi ottocenteschi di Ippolito Nievo e Antonio Fogazzaro, dove i personaggi del ramo magro della famiglia erano spesso chiamati pertica con tono affettuoso.
Altri modi di dirlo
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