Voci della strada
Cosa significa
Termine genovese che indica il caos totale, il disordine completo della stanza dove tutto è fuori posto: bicchieri sui divani, scarpe nell'ingresso, briciole sul tappeto e cuscini buttati per terra dopo la festa del sabato sera. Si usa come sostantivo per la situazione fisica e per il caos figurato della giornata in ufficio sul lungomare di Boccadasse, sempre con quel tono rassegnato di chi sa che mettere a posto richiederà tutta la domenica mattina.
Esempi d'uso
"Dopo la festa di ieri sera, casa mia è una sciaramadda: non trovo neanche più il divano!"
"Dopo la festa di compleanno di mia figlia in casa nostra a Carignano sabato sera, l'appartamento era una sciaramadda incredibile, non trovavo più il telecomando del condizionatore tra i palloncini, e mia suocera ha messo a posto fino al primo pomeriggio della domenica con due caffè doppi alla moka."
"Lo studio di architettura della via XX Settembre del cugino è una sciaramadda perenne, i progetti del ponte di San Giorgio si confondono coi disegni del restauro della villa di Nervi, e la nuova segretaria ha rinunciato a riordinare gli scaffali dopo la prima settimana di lavoro."
Da dove viene
Voce ligure documentata nei dizionari di dialetto genovese del primo Novecento, di etimologia incerta ma probabilmente legata al sostantivo arabo-mediterraneo sciara per disordine o trambusto, viaggiato a Genova con i mercanti del porto medioevale. La forma sciaramadda con doppia consonante riproduce la cadenza orale genovese e resta nell'uso colloquiale di Sampierdarena e della Foce come parola affettuosa per il caos domestico inevitabile del lunedì mattina dopo il weekend in famiglia.
Altri modi di dirlo
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