Cosa significa
Vuol dire togliere la polpa da qualcosa, come fai con un osso a tavola, e per estensione sfruttare o spremere fino all’ultima goccia. Si usa per libri, appunti, serie TV, ma anche per persone o situazioni quando uno ci guadagna tutto e lascia agli altri le briciole. Ha un tono colloquiale, un po’ da bar: ti fa capire che non è rimasto niente.
Esempi d'uso
"Per l’orale mi sono fatto prestare gli appunti di Giulia e li ho spolpati: evidenziati, riassunti, post-it ovunque. Ora sono un libro d’arte astratta."
"Per la tesi di laurea ho spolpato tre manuali di diritto commerciale, ho copiato schemi, evidenziato grafici e alla fine ho restituito i libri al compagno con le pagine quasi nuove."
"Il giornalista ha spolpato l'archivio del Comune di Roma per mesi, ne ha tirato fuori uno scoop che ha fatto tremare due assessori e ha riempito tre puntate di podcast."
Da dove viene
Sta dietro il sostantivo polpa, la parte morbida di frutta o carne intorno al nocciolo o all'osso. Spolpare nasce nelle cucine italiane come gesto pratico di staccare la polpa, e si è esteso al modo di dire per chi spreme un libro, una serie o una situazione fino a non lasciare niente. Resta un verbo colloquiale, ma trasparente.
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