Voci della strada
"Avoia è un'esclamazione romanesca che ha più significati, può essere utilizzato come e come, oppure per dire tantissimo, oppure è certo, e si usa spesso prima anche di altri verbi. Quindi, per esempio, avoia di, avoia che, serve per dare enfasi, infatti è veramente molto molto utilizzata. Quindi si potrebbe dire, Gianni, vieni domani alla festa? E Gianni risponde, avoia che vengo. Oh, finisco il turno, mi cambio al volo e andiamo in discoteca."
Cosa significa
È un’esclamazione romanesca che vale per eccome, certo, ma anche per tantissimo. La senti spesso davanti a che o a: Avoja che..., Avoja a dì..., e serve a dare enfasi, tipo quando uno pensa il contrario e tu lo smentisci di brutto. Viene dalla contrazione di a voglia e si usa pure da sola come risposta secca e convinta, tra amici e al bar.
Esempi d'uso
"Avoja che vengo, ao: finisco er turno, me cambio al volo e annamo in discoteca. E porta pure l’amica tua, che stasera se balla."
"Aò, ma davvero stasera ce magnamo tutto er forno al limone? Avoja, l'amico mio è arrivato con due bottiglie de bianco e la voglia de fa' tardi, mica se torna a casa presto."
"Quando er nonno chiede se ho fame, avoja che gli rispondo de sì, sa che dopo arriva la sua pasta con le acciughe e nessuno al tavolo lascia il piatto pieno a metà."
Da dove viene
Nasce dalla contrazione tipica del romanesco di a voglia, espressione che vuol dire a piacere o quanto ne hai. Roma ha mangiato le sillabe e ha tirato fuori avoja, l'esclamazione che ribatte con sicurezza quando qualcuno mette in dubbio quello che dici. Sta nei film, nelle canzoni, nel bar sotto casa.
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