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Cosa significa

Bollire di rabbia vuol dire essere talmente arrabbiato o teso che dentro ti senti ribollire, come una pentola sul fuoco. Si usa quando non stai urlando ancora, ma sei lì lì per esplodere e ti si vede dagli occhi e dalle mani. È italianissimo, non solo dialetto, spesso anche in versione bollire di nervoso. In ufficio o in famiglia, lo dici per avvisare di starti lontano.

Esempi d'uso

"Ha letto il messaggio e ha iniziato a bollire di nervoso, muto muto, poi ha sbattuto la porta e ha chiamato l’amico."
"Mio padre stava bollendo di rabbia in cucina mentre il tecnico della caldaia spiegava per la terza volta perché la riparazione del bollitore del bagno costerà settecento euro invece dei trecento del preventivo iniziale, e il pranzo della domenica con la suocera stava arrivando dalla cucina con tutte le forchette pronte."
"La nonna è uscita dalla riunione del condominio in viale Premuda a Milano bollendo di rabbia, l’amministratore aveva proposto di vendere il garage condiviso del cortile per finanziare il ravalimento del terzo piano della scala B, e nessuno aveva consultato la maggioranza degli inquilini storici del palazzo."
Tono
Esagerato Arrabbiato

Da dove viene

Bollire di rabbia è metafora corporea documentata nell’italiano scritto fin dal Trecento toscano, dove i medici della scuola salernitana del Duecento avevano descritto la collera come liquido caldo che ribolle nelle vene del paziente arrabbiato. L’espressione idiomatica deriva direttamente dalla teoria umorale ippocratica e galenica, che vedeva la bile gialla come fluido corporeo responsabile dell’irascibilità. Petrarca nel Canzoniere e Boccaccio nel Decamerone hanno consolidato la formula nel parlato letterario italiano, e l’uso si è mantenuto vivo nel linguaggio quotidiano del secondo Novecento attraverso la commedia all’italiana cinematografica di Mario Monicelli e Dino Risi.

Altri modi di dirlo

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