Cosa significa
Vuol dire mettersi in modalità coatta: atteggiamento spaccone, un po' cafone e teatrale, con voce alta, pose e outfit esagerati, spesso fuori contesto. Non è per forza cattiveria, più voglia di farsi notare e dominare la scena, tipo al bar, in metro o allo stadio. Usato spesso con ironia per prendere bonariamente in giro.
Esempi d'uso
"Aò, al matrimonio s’è messa a ballà sopra i tavoli, selfie a raffica e urla al DJ: stava proprio a fa’ la coatta."
"Al matrimonio della cugina di Frascati la dama di compagnia di Tor Vergata si è messa a ballare sui tavoli del banchetto con la scollatura della maglietta brillantinata, selfie a raffica col fotografo ufficiale e urla al DJ del piano superiore, stava proprio a fare la coatta del giorno."
"La nuova vicina del palazzo di Garbatella fa la coatta sul balcone di casa tutte le domeniche pomeriggio, mette la trap a volume da discoteca col Bluetooth dell'altoparlante, telefona al fidanzato urlando contro la ringhiera dell'ottavo piano, e il portiere ha già ricevuto tre lamentele dei piani sopra."
Da dove viene
Da coatta, femminile di coatto, termine romanesco attestato dagli anni Settanta nel parlato delle borgate per indicare il tipo umano spaccone, esagerato e teatrale tipico della periferia di Roma. La coatta originaria era la ragazza di Centocelle o Tor Bella Monaca col trucco pesante e la voce alta nei pub di Trastevere, e il verbo fare la coatta si è cristallizzato come etichetta del comportamento spaccone consapevole o inconsapevole, ripreso oggi dai meme dei social romani della Roma centrale e dai sketch della commedia di Verdone.
Altri modi di dirlo
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