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Voci della strada

Francesca · Liguria
"La sfiga è la sfortuna, quindi quella maledizione cosmica che ti cade addosso quando meno te l'aspetti, rovinandoti la giornata e mandando in mille pezzi tutti i piani che ti hai rifatto. È un po' quando il karma si sveglia di cattivo umore e decide quindi di tirarti uno schiaffo gratuito, appunto senza motivo, giusto per ricordarti che è lui che comanda veramente. Quindi per esempio si potrebbe dire, ma che sfiga nera, mi si è rotto il telefono appena ho postato la storia."

Cosa significa

È la sfortuna che ti si appiccica addosso quando pensavi di avere tutto in mano. La usi per commentare una serie di piccoli disastri, o una botta secca che ti rovina i piani. Può essere leggera e ironica, o nera quando proprio non te ne va dritta una. In pratica è il karma col cappello storto.

Esempi d'uso

"Esco, posto la storia e mi si spacca il telefono. Ma che sfiga, oh, sembra che l’universo stia facendo refresh su di me."
"La sfiga del compleanno è stata cosmica, ci è caduto il forno mezz’ora prima dell’arrivo degli ospiti e abbiamo finito con pizza d’asporto e una candela piantata in un panettone vecchio di sette mesi."
"Tre treni saltati di seguito venerdì sera, lo zaino lasciato sul sedile del secondo, e arrivati al binario nove il quarto è già partito. Una sfiga da raccontare al bar per anni con il sorriso amaro."
Tono
Spregiativo Esagerato

Da dove viene

Sfiga è una formazione gergale dell’italiano novecentesco, costruita con il prefisso s- privativo e un nucleo derivato dal toscano antico per indicare l’organo femminile, da cui anche figa. Il termine, inizialmente irrispettoso, è passato in poco tempo a indicare la sfortuna persistente, quella che ti incolla addosso disgrazie a catena. Pasolini la usa già nei suoi romanzi romani degli anni cinquanta, e da lì è entrato nel parlato nazionale come sinonimo trasversale di iella e malasorte.

Altri modi di dirlo

Editori di questo termine

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