Cosa significa

Verbo riflessivo del piemontese parlato che descrive il buttarsi a capofitto in una situazione, una scelta o un gesto avventato dopo aver perso la prudenza, particolarmente tipico delle serate torinesi tra amici dopo l'aperitivo serale del primo vermut del bar di via Po o del banco del Caffè Mulassano della centralissima piazza Castello. La connotazione semantica del verbo aggiunge una sfumatura affettuosamente ironica al gesto sconsiderato, e si applica tanto alla pista da ballo della discoteca del lungofiume quanto alla decisione professionale del cugino di Asti che lascia il posto in banca per aprire la cantina sociale.

Esempi d'uso

"Caro Giò, dopo due bicchieri di Barbera ti sei lanciato a ballare sul tavolo come se fossi in discoteca!"
"Caro Giovanni del quartiere San Salvario di Torino, dopo due bicchieri di Barbera della collina monferrina sul tavolino del bistrot della via Madama Cristina ti sei lanciato a ballare sul tavolo principale del locale come se fossi nella discoteca del lungo Po, i camerieri del banco non hanno avuto il coraggio di interrompere il pezzo della cantante."
"Il fratello del fidanzato di mia cugina si è lanciato all'ultima cena di compleanno del bar di Piazza Vittorio Veneto a proporre il matrimonio alla ragazza dopo soltanto tre mesi di fidanzamento del weekend in montagna a Bardonecchia, la ragazza ha riso pensando fosse uno scherzo, e lui è uscito a fumare nella piazza con la coda tra le gambe del cane del barista."
Tono
Divertente Ammirativo
Dove si dice

Da dove viene

Dal verbo italiano standard lanciarsi (gettarsi con slancio), che nel parlato piemontese ha acquisito una sfumatura semantica specifica legata alla cultura dell'aperitivo torinese, attestato nel parlato collettivo del Novecento delle vie del centro storico di Torino. Il fenomeno si è cristallizzato nell'oralità contemporanea della Piemonte enogastronomica come marca delle conseguenze comportamentali del rituale del vermut, e ogni torinese conosce intuitivamente la sfumatura di scollamento da prudente decoro che il verbo riflessivo porta in sé al settimo bicchierino del banco del bar storico.

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