Cosa significa
Vuol dire che una cosa la stai ripetendo e rigirando in tutti i modi, come se la capovolgessi sul tavolo per trovare sempre un nuovo verso. Si usa per storie, scuse o discorsi ripresi mille volte, spesso con l’idea che stai un po’ menando il can per l’aia e non arrivi mai al punto.
Esempi d'uso
"Oh Mario, l’hai raccontata già volta e rivolta e ogni volta la rigiri: prima eri al lavoro, poi dal bar. Deciditi o smettila di arrampicarti."
"Il direttore generale della filiale di Verona ha rigirato la questione del bilancio dell’ultimo trimestre volta e rivolta nella riunione del piano superiore di giovedì, ha portato esempi del settore della concorrenza tedesca, citato dati del rapporto della Banca d’Italia del semestre, e alla fine della seduta nessuno aveva capito se l’azienda fosse in attivo o in passivo."
Da dove viene
Volta e rivolta è una formula avverbiale italiana costruita per ripetizione enfatica del sostantivo volta, dal latino volvere, girare, e del derivato rivolta, formato con il prefisso intensivo ri- che amplifica il movimento di rotazione. La struttura reduplicativa è classica della formazione delle locuzioni italiane, parallela a su per giù, alla bell e meglio, in un battibaleno. L’espressione è documentata nei testi del Cinquecento toscano nei trattati di retorica del Trissino e di Bembo, dove descriveva il discorso che gira intorno al tema senza arrivare alla conclusione, esercizio classico della retorica accademica del Rinascimento. La voce è viva nel parlato familiare italiano contemporaneo come critica leggera della digressione.
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