Cosa significa
Modo di dire che arriva dritto dalla pancia di Roma e dintorni, per descrivere quando due persone si mettono a litigare di brutto, con le mani addosso, tirandosi per i capelli come due gatte arrabbiate. È lo scontro senza filtri, quello che scoppia all’improvviso e coinvolge tutti quelli intorno, tra urla, spintoni e il solito capannello di curiosi che si ferma a guardare.
Esempi d'uso
"Ieri a Trastevere Giorgio e Marco se le so’ fatte a capelli per una tipa, aò. Volavano insulti e pure il gelataio ha chiuso, che pareva una rissa da film"
"Appena s'è sparsa la voce del tradimento, quelle due s'è so fatte a capelli in mezzo al mercato, con le cassette di frutta che volavano"
"Quanno se so fatti a capelli al bar de Gino, c'era pure er prete che provava a dividelli, ma niente, manco co' l'acqua santa"
Da dove viene
Nasce dall'immagine viva e cruda di un litigio fisico dove ci si afferra per i capelli, gesto istintivo e senza regole, tipico delle risse di strada. A Roma e nel Lazio, l'espressione si è radicata nel parlare quotidiano perché descrive con precisione la scena: non una discussione pacata, ma un vero sfogo violento. La sua forza sta nel dipingere a parole un quadro che chiunque può immaginare, mescolando movimento e dramma.
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