Cosa significa
Modo di dire napoletano che descrive una persona che si lamenta o piange per ottenere compassione, ma in realtà sta tramando qualcosa o cercando di fregarti. Indica un atteggiamento ipocrita e calcolatore, dove le lacrime sono solo una messinscena per raggiungere un obiettivo. Se qualcuno ti fa la scenata strappalacrime mentre ti sfilano il portafoglio, quello è chiagnere e fottere.
Esempi d'uso
"Non fare il santo ora, stai facendo chiagnere e fottere con quella faccia da pesce lesso."
"La politica è tutta un chiagnere e fottere, promettono lacrime e poi ti mettono le mani in tasca."
"Sempre chiagnere e fottere, da quando sei tornato non hai fatto altro che lamentarti e chiedermi soldi."
"Quello là è maestro del chiagnere e fottere: prima ti racconta delle bollette da pagare piangendo, poi scopri che s'è comprato il motorino nuovo."
"Alla mensa della Caritas vedi il vero chiagnere e fottere, certi si mettono in fila con la lacrimuccia e sotto sotto hanno il Rolex."
Da dove viene
Origina dal napoletano popolare, fotografato già nei proverbi antichi e poi reso celebre dalla canzone di Pino Daniele 'Chi tene 'o mare' e dal linguaggio di strada dei vicoli di Napoli. La saggezza di chi conosce la furbizia umana e sa riconoscere quando il dramma è solo una recita per incassare qualcosa. Dal verbo 'chiagnere' (piangere) e 'fottere' (nel senso di imbrogliare), l'espressione dipinge un realismo crudo e ironico che solo il dialetto sa cogliere.
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