Cosa significa
Nel dialetto salentino, si usa per descrivere una persona che ama spettegolare e diffondere voci.
Esempi d'uso
"Oh, ma quanto chiacchieri? Sei peggio di una cupeta al mercato del sabato!"
"Quella lì è una cupeta nata, conosce pure le mutande che metti il lunedì prima ancora che tu le abbia comprate."
"Appena vede due persone ferme all’angolo la cupeta si accende come una radio a galena e parte lo spettegulizio."
Da dove viene
Cupeta è scesa dalle colline del Salento intinta di storia: viene dal greco “koupêtos”, che indicava una focaccia al miele piatta e croccante. Nel tempo il nome si è staccato dal dolce e ha preso a descrivere quelle persone con la lingua tagliente come una lamella di torrone sbriciolato, che spargono mielose chiacchiere per il paese.
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