Cosa significa
Vuol dire difetto, fissazione o stranezza evidente di qualcuno, detta spesso con mezzo sorriso: non per forza una cosa grave, ma abbastanza da saltare all’occhio. Viene dal senso tecnico di “peso morto” o “difetto di fabbricazione” e, per estensione, diventa il difettuccio che uno si porta dietro. Tipico: avere una tara, che tara.
Esempi d'uso
"Lapo ha una tara tutta sua: la domenica alle nove si mette in piazza a ballare da solo, e guai a chi lo interrompe."
"Guarda quel tara di Luca, fa finta di controllare i documenti mentre dorme con la testa sulla scrivania!"
"Ogni volta che provo a parcheggiare la Panda, sembra che ci sia una tara che mi blocca!"
"Ha la tara di controllare la porta tre volte prima di uscire."
"Che tara, non riesce a buttare via niente."
Da dove viene
Nasce nel commercio: la tara e il peso dell'imballaggio che si scala dal totale, parola arrivata dall'arabo. Da quel peso morto il senso scivolo al difetto, alla magagna che uno si porta dietro.