Cosa significa
Un tipo che mischia lo spirito da zaro tamarro con l'anima del teppista di quartiere, uno che va in giro col ciabattume bianco e la parlata sempre imballata, manco fosse l'arredamento sonoro del vicolo.
Esempi d'uso
"Oh, vedi quel tipo col berretto sghembo? Classico zarracchino, stamattina ha già fatto due giri in motorino senza casco!"
"Maria si è messa con un zarracchino che le ha già portato due accendini rotti e un portaocchiali a forma di delfino, però almeno la fa ridere fino a farle scendere il mascara"
"Stamattina lo zarracchino all'angolo vendeva cozze alla brace con una mano e con l'altra mostrava i tarocchi taroccati a un pensionato, tutto senza mai togliere la ciabatta dal marciapiede"
Da dove viene
Nasce dall'incrocio tra 'zaro' e 'zacchino' (da 'zacchino/a', termine pugliese per persona rozza e caciarona), saldandosi in una figura che è più di un semplice teppista: è un teppista col ciabattume bianco, il dialetto come un mitra e la sfrontatezza di chi ha fatto del marciapiede la sua cattedrale.
Altri modi di dirlo
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