Cosa significa
È l'invito che scatta quando l'aria sa di festa improvvisata e la serata promette marachelle leggere: fare la ciumba vuol dire lasciarsi andare a una mangiata-bevuta in compagnia, ridendo forte e dimenticando l'orologio, con quell'allure genovese che trasforma anche un semplice ritrovo in un piccolo carnevale casalingo.
Esempi d'uso
"Allora, stasera facciamo la ciumba e ci scoliamo tutta la focaccia del forno nuovo?"
"Appena finisce 'sto temporale facciamo la ciumba in spiaggia come ai vecchi tempi."
"Non dite niente a nessuno, prendiamo le robe e facciamo la ciumba lontano dai rompiscatole."
"Quando arriva la prima giornata di sole, la combriccola si guarda e dice solo 'facciamo la ciumba' e in mezz'ora abbiamo apparecchiato un banchetto in piazza."
"Dopo l'esame andiamo da Marco e facciamo la ciumba con quello che c'è, tanto l'importante è stare insieme e fare bordello."
Da dove viene
A Genova, "ciumba" era il tonfo sordo di qualcosa di pesante che casca in acqua, poi per estensione il rumore di una festa che tracima nei carruggi. "Fare la ciumba" è diventato l'invito a buttarsi nella mischia allegra, tra vino, focaccia e risate che sbattono contro i muri come onde.
Altri modi di dirlo
Editori di questo termine
Il tuo voto conta
Lingua di strada vera o ci siamo persi? Vota.
Questa espressione la curiamo tra tutti
Se dalle tue parti si dice e qui manca qualcosa, portalo. Un magikito lo guarda e lo aggiunge.
- Un esempio
- La tua zona
- La tua voce