Cosa significa
Si dice del classico giro di favori e ruberie dove qualcuno ci guadagna sempre, oppure della persona che approfitta di ogni occasione per arraffare. È quel clima da buffet gratuito in cui spuntano mani ovunque, ma vale anche per la politica quando senti parlare di sprechi e tangenti. Ironico, un filo amaro, ma rende l’idea al volo.
Esempi d'uso
"Hanno messo due paste in sala riunioni e lui è già lì col tovagliolino, fa il mangia mangia e non lascia niente a nessuno."
"L’ultima ristrutturazione del palazzo comunale di Catanzaro è stata un classico mangia mangia, due gare d’appalto saltate, un cugino del sindaco premiato col contratto e tre milioni di euro spariti fra cantieri fermi e materiali mai consegnati alla curva."
"Al matrimonio della cugina con duecento invitati il rinfresco è diventato un vero mangia mangia, gli ospiti del lato sposo si sono portati a casa intere vassoi di pasticcini, e la madre della sposa rideva amaramente fra le foto di rito."
Da dove viene
Mangia mangia è formula raddoppiata del verbo mangiare, costruita per intensificazione iterativa, modello classico del parlato italiano in cui la ripetizione moltiplica il significato. La forma documentata nel parlato meridionale del secondo Ottocento ha guadagnato cittadinanza politica nel Novecento grazie ai pezzi giornalistici di denuncia della corruzione, quando il malaffare degli amministratori veniva descritto con la metafora tavolare del banchetto a spese del cittadino. Le inchieste della cronaca italiana hanno tenuto in vita l’espressione, che oggi descrive ogni clima di approfittamento spudorato.
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