Cosa significa
In siciliano vuol dire letteralmente ragazzina, bimba, una giovane. Si usa spesso in modo affettuoso, tipo quando vedi una piccola che corre o una ragazza giovane e ti scappa il sorriso. Può suonare anche un filo civettuolo, ma non è per forza “fidanzatina”. Parola semplice, tenera e super da strada.
Esempi d'uso
"Amunì, guarda quella picciridda come balla alla festa di paese, tutta sorrisi e capelli al vento. Io mi sto sciogliendo, manco fossi una granita al sole!"
"La mia nipotina di tre anni sembra una picciridda d'altri tempi, con quelle treccine e il vestito a fiori che le cuce la nonna."
"Appena ha visto la torta con le candeline, la picciridda ha cominciato a battere le mani e a saltellare come un grillo impazzito."
Da dove viene
È una parola che viene direttamente dal dialetto palermitano, figlia di 'picciriddu' con la desinenza in '-a' per il femminile. Le sue radici affondano nel siciliano medievale, che si mischiava già con l'arabo e il normanno. Quando senti 'picciridda' che vibra tra i vicoli, è come se tutta la storia dell'isola ti sussurrasse una carezza.
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