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Beddu

Termine siciliano per indicare qualcosa di bello o una persona attraente; può essere usato anche in modo ironico.

"Ah, 'stu beddu che mi hai presentato è scappato appena ha visto il conto del ristorante!"

Camurrìa

Si riferisce a una persona fastidiosa o a un problema che ti fa venire il mal di testa. È usato quando ti trovi in una situazione che non riesci a scrollarti di dosso.

"Oh, ma che camurrìa ‘sta fila alla posta! Sto aspettando da due ore e ancora niente!"

Cumpari

Un modo affettuoso per riferirsi a un amico stretto, quasi come fosse parte della famiglia. Perfetto per farsi prestare la macchina senza troppi problemi.

"Cumpari, mi presti la tua Panda per il weekend? Prometto di non farci gare in autostrada stavolta!"

Curnutu

Curnutu vuol dire cornuto. In siciliano e in area calabrese suona più duro, più appuntito, quindi detto in faccia può pungere davvero. Però tra amici gira spesso anche in chiave di sfottò, con teatro e risatina, specie quando uno fa il geloso professionista o vede tradimenti pure nell'ombra del frigorifero.

"Oh Totò, ti vidu sempri a sbirciare u telefonu di Sara: rilassati, ca se ti fai sti film finisci curnutu senza mancu sapirlo."

Picciotta

Usato amichevolmente per riferirsi ad una ragazza giovane e vivace, ma che può anche tirare fuori il carattere appena serve.

"Ehi picciotta, stasera ci vediamo al bar per un arancino e qualche risata?"

Scèccu

Modo salentino per dire asino, ma in pratica lo appiccichi a chi è cocciuto, lento a capire o si incaponisce pure davanti all'evidenza. Può essere una presa in giro tra amici, tipo bonaria, oppure un insulto leggero se uno ti fa perdere la pazienza. Spesso si sente con l'articolo lu: lu scèccu.

"Giulio giura che in dieci minuti sistema la macchina, poi rompe pure la chiave. Io: stai fermo, va, che sei lu scèccu de casa."

Talè

Espressione palermitana che invita qualcuno a guardare, spesso usata per sottolineare qualcosa che si ritiene interessante o ridicolo.

"Talè chi s'è messo il cappotto in pieno agosto! Sta scunsatu!"

Friscu

Vuol dire letteralmente fresco, appena fatto o che tiene bene, tipo un pane ancora profumato o una serata con aria leggera. Per estensione, detto di una persona, indica uno che resta tranquillo, quasi spensierato, come se niente lo toccasse. A volte è un complimento per chi non si agita, altre è una stoccata: ti vedono troppo rilassato quando ci sarebbe da correre.

"Carmè, domani c’è l’esame e tu ti fai la granita al bar: sei proprio friscu, manco un filo d’ansia ti piglia."

Scusatu e vasatu

Modo di dire siciliano per chiudere una lite al volo: ti scusi, ti dai un bacio o un abbraccio e si ricomincia come prima, senza muso lungo. Si usa tra amici, parenti e coppie quando il battibecco è roba leggera e vale più la pace di avere ragione. In pratica: reset emotivo, fine della scena.

"Oh, era solo 'na battuta, non fare a picciridda. Scusatu e vasatu, ci stringemu e poi andiamo a farci due granite al chiosco."

Pinna 'i sarda

Si dice di chi fa il gradasso e si crede chissà chi, ma alla fine vale poco o conta zero. Letteralmente è la pinna della sarda: una cosetta che non ti cambia il piatto. Perfetta per sgonfiare l’ego di quello che parla troppo, minaccia, fa scena e poi non combina niente.

"Oh Totò, smettila di fare 'u galletto in ufficio: ti lamenti, fai sciarra con tutti e poi in riunione sei una pinna 'i sarda."

Futtìa

È la noncuranza totale, il classico non me ne frega niente detto senza giri di parole. Può indicare anche quella botta di menefreghismo che ti fa mollare un impegno, una scocciatura o una persona senza sensi di colpa. La senti in frasi tipo nun mi nni futtu o mi pigghiò na futtìa. Volgare il giusto, ma chiarissima.

"Dovevamo pulire il garage, poi a metà mattina mi pigghiò na futtìa: chiusi la porta e me ne andai al bar a prendere un caffè."

Sinura

Modo ironico, un po' pungente, per chiamare una donna che si mette in posa da gran signora e guarda tutti dall'alto in basso. È la versione dialettale di signora, usata apposta per prendere in giro chi fa la snob, la raffinata, la VIP del paese, anche quando è solo al supermercato a scegliere i pelati.

"Al bar entra tutta impellicciata ad agosto e tratta tutti da camerieri. Io: Oh sinura, vuoi pure il tappeto rosso o basta il caffè?"

Scialacqua

Si usa come sostantivo per indicare un tipo che butta via i soldi a caso, senza freni, come se avesse la tasca collegata a un pozzo senza fondo. Non è il semplice spendaccione che si leva uno sfizio, è quello che fa scena, compra troppo e poi resta al verde. Detto con un filo di giudizio, ma anche di rassegnazione.

"Minchia, Turi è uno scialacqua: aperitivo, gratta e vinci, e poi dieci cannoli per scena. A fine mese piange e chiede prestiti a tutti."

Rimastu sulu comu 'na mmanciata i sali

Si dice quando uno resta proprio da solo, piantato lì mentre gli altri si sono già dileguati. C'ha dentro una tristezza un po' buffa, quella faccia spaesata di chi è rimasto fuori tempo massimo. Funziona benissimo dopo una festa finita male, un bidone di gruppo o quando ti mollano sul più bello.

"Finita la festa, tutti a casa e mancu un messaggio. Turi, davanti ai bicchieri vuoti, rimastu sulu comu 'na mmanciata i sali, senza sapiri chi fari."

Beddu navigante

Espressione ironica per prendere in giro chi si crede irresistibile e fa il pavone, vestito di tutto punto e pieno di pose, ma alla prova dei fatti combina poco e parla tanto. Si usa quando uno ostenta sicurezza, soldi o fascino, però dietro c’è solo scena e zero sostanza. Perfetta per smontare i bulli da bar.

"Oh Turi, beddu navigante, si prisintò 'o bar cu cammisa aperta e profumo a litri, poi quannu toccò pagare fici finta di nenti."

Spacchio

Quando una cosa, o anche una persona, spacca da quanto è fantastica. Il massimo del complimento nel gergo catanese.

"Hai visto la nuova macchina di Mario? Spacchio totale, sembra un film di Fast and Furious!"

Cchiù pilu pe' tutti!

Slogan volutamente volgare e cialtrone, diventato celebre con Cetto La Qualunque, il personaggio di Antonio Albanese. Letteralmente parla di più pelo per tutti, ma il senso è più femmine, più sesso, più goduria facile per chiunque. Si tira fuori per ridere davanti a promesse sparate grosse, discorsi da baraccone o brindisi in modalità totale cafoneria festosa.

"Esame passato e giro di amari sul bancone, e lui tutto gasato: compà, cchiù pilu pe' tutti, stasera si festeggia fino a tardi."

Annacarsi

In Sicilia 'annacarsi' si usa per indicare quando qualcuno sta esagerando nel mostrarsi importante o ingigantire storie, in pratica un po' come gonfiare il petto!

"Chi l'ha visto Totò? Stava annacandosi al bar raccontando di quel pesce grosso che ha pescato... si sarà trattato di un'alice!"

Sciatu

Nel dialetto siciliano, 'sciatu' significa respiro. Si usa per descrivere qualcuno che porta sollievo e freschezza nella vita degli altri.

"Talia chi c'è! Ah, Peppe, sei proprio 'na sciatu dopo n'annata di guai!"

Voci del popolo

La teoria va benissimo, ma quello che ci piace davvero è sentire la gente nel suo flow naturale. Se conosci un'espressione bella delle tue parti, portala. E se c'è già, dalle la tua voce. La mappa sonora la costruiamo insieme.

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