Imbranato
La persona che inciampa nel nulla, versa il caffè sulla tastiera e non riesce ad aprire un ombrello senza tirare una gomitata a qualcuno. L'imbranato non lo fa apposta, è proprio il suo talento naturale per la goffaggine. È un disastro ambulante ma tenerissimo, perché lo vedi che ci prova con tutto il cuore e il risultato è sempre comicamente tragico.
"Pomiciare è l'antica arte del bacio, quello un po' da romanzi rosa, misti a film di seconda serata e luci basse, quando due persone si fondono insieme in un angolo buio, ignorando completamente il resto dell'universo, mentre magari gli amici intorno si guardano e fanno spallucce rassegnate. Per esempio, quindi, si può dire, ma guarda quei due, stanno lì a pomiciare da due ore, ma manco avessero vinto il Superenalotto."
Pomiciare
Baciarsi appassionatamente, spesso in pubblico, con un certo trasporto.
"Sgamare è interessante perché può significare due cose, un significato più romantico è un bel bacio appassionato con la lingua, con la tua fidanzata e allora ho sgamato con la mia fidanzata, ma sgamare significa anche scoprire qualcuno che faceva qualcosa di nascosto, quindi per esempio quando eravamo a scuola e stampavamo, cioè noi andavamo a scuola e si poteva dire Mari non vuoi capire mia zia mi ha sgamato stamattina al bar che non ero entrato a scuola, quindi sgamare significa scoprire, essere scoperti, essere sgamati"
Sgamare
Scoprire o beccare qualcuno mentre fa qualcosa di losco o di nascosto. Ha l'idea di smascherare qualcuno nel momento esatto.
Fare il filo
Vuol dire corteggiare qualcuno, spesso con una certa costanza: messaggini, attenzioni, scuse per farsi vedere e complimenti buttati lì come briciole. Può essere un flirt leggero oppure un provarci abbastanza palese, a volte pure un filo appiccicoso. Si usa per lui o per lei e spesso implica che l’interessato non si sia ancora dichiarato davvero. Di solito lo capisci perché quella persona ti gira sempre intorno.
Andèr a rosmarèin
Vuol dire andare in giro a provarci, flirtare e rimorchiare un po’ qua e là, di solito in centro e con leggerezza. Non è per forza roba seria: più che cercare l’amore della vita, è la caccia alla compagnia, al numero, al bacio rubato. Si usa spesso scherzando tra amici quando si esce per fare serata.
Averci la ganza
Vuol dire avere la ragazza, la fidanzata, spesso con quel retrogusto da amore un po’ furbo o da morosina tenuta stretta. Ganza in toscano è la tipa, quella con cui esci, e la frase si usa per punzecchiare l’amico che fa il misterioso. Tono scherzoso, da bar, con sorrisetto incluso.
Ciavatella
Modo scherzoso e un po’ rustico per chiamare la fidanzata o la compagna, specie tra amici e in contesti molto informali. Ha dentro affetto, presa in giro e quel sapore da coppia dove lei ti rimette in riga o decide mezzo programma. Se lo dici con confidenza fa sorridere, se lo piazzi fuori contesto rischia di suonare male.
Macio
In ligure, 'macio' si usa per definire il fidanzato o un ragazzo affascinante che fa girare la testa a tutte.
"Amò è ovviamente l'abbreviazione di amore, però in questo caso è un appellativo che si usa spesso in maniera anche un po' sarcastica o comunque che si utilizza non solo con il tuo compagno o la tua compagna, ma anche nei confronti di amici, ormai è sdoganato anche tra i conoscenti o tipo al barista, è comunque insomma un segno di affetto, sono solo due sillabe e serve a spaccare le diffidenze in un attimo. Quindi per esempio si può dire Amò, ma che dici? Quella maglietta ti sta da Dio, flexala in centro stasera!"
Amò
Amò è il taglio rapido e teatrale di amore, con sangue napoletano nelle vene. Si usa per chiamare qualcuno con confidenza, addolcire l’attacco o aprire la porta a una richiesta senza bussare troppo. Può uscire tenero, ironico o finto tragico a seconda di come lo lanci. Lo senti tra fidanzati, amici stretti, parenti e pure tra conoscenti quando c’è già un minimo di calore.
Ciatu
In calabrese ciatu vuol dire respiro. Detto a una persona, specie in un legame amoroso o molto tenero, diventa un nomignolo pieno d'affetto, tipo tesoro, amore, vita mia. Dentro ci sta l'idea che senza quella persona ti manca proprio l'aria.
Mpugghjàti
Si dice di due persone che stanno sempre appiccicate, sempre in coppia, sempre una sotto l’ombra dell’altra. Può valere per fidanzati, amici, parenti o pure per due bambini che non si staccano manco un secondo. Di solito si usa per scherzo, con quella punta di sfottò affettuoso verso chi fa tutto insieme e pare avere la colla addosso.
Far el paro de mobili
Espressione veneziana che indica una coppia affiatata che sta sempre insieme, come due mobili accoppiati.
Fujitiendu
Si dice quando due fidanzati decidono di scappare insieme, spesso di notte, per vivere la loro fuga d’amore e far saltare discussioni di famiglia. Il fujitiendu non è una gita romantica: è un gesto impulsivo che mette in moto comari, parenti e telefonate a raffica, perché poi tocca sistemare e arrivare alle nozze, volenti o nolenti.
Scusatu e vasatu
Modo di dire siciliano per chiudere una lite al volo: ti scusi, ti dai un bacio o un abbraccio e si ricomincia come prima, senza muso lungo. Si usa tra amici, parenti e coppie quando il battibecco è roba leggera e vale più la pace di avere ragione. In pratica: reset emotivo, fine della scena.
Filarino
Il fidanzatino in versione retró, quello che si presenta a casa con il mazzetto di fiori e la cravatta dritta. Si dice di un ragazzo molto preso, tutto cuore e ginocchia tremanti, che ti porta a passeggiare lungo il corso e ti regala il santino della domenica. Oggi suona un filo demodé ma le nonne lo usano ancora con quel sorrisetto. Se qualcuno ti chiama filarino, dai, hai vinto.
Gnocco
Usato come complimento, gnocco indica un ragazzo molto carino, quello che appena entra in un posto fa girare qualche testa. È informale e un po’ scherzoso, da usare tra amici o in chat. Se parli di una ragazza spesso diventa gnocca. Occhio però: in certe zone gnocco può anche voler dire un po’ tonto, quindi conta il tono.