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Bauscia

Tipico uomo milanese che si sente eccessivamente figo, sempre col vestito tirato a lucido e l'aria da gran professionista anche se va solo al bar sotto casa.

"Guarda quel bauscia con la cravatta! Sta entrando in gelateria come se fosse una sfilata di moda."

Figa

Non farti ingannare, a Bologna 'figa' è il complemento perfetto di qualsiasi frase: serve a esprimere stupore, approvazione o intesa. Tipo un intercalare super versatile!

"Hai visto quanto costa quella borsa? Figa, con quei soldi mi ci faccio un mese di lasagne!"

Ghisa

Termine milanese per indicare i vigili urbani, spesso usato con un tono ironico o di rispetto temeroso.

"Oh raga, se non rallentate e spegnete sto stereo, ci fermano sicuro quei ghisa là davanti!"

Paninaro

Termine nato negli anni '80, soprattutto a Milano, per indicare il ragazzo fissato con capi firmati, look impeccabile e mode del momento. Non è solo uno che si veste bene, è uno che dell'apparenza fa quasi una religione da bar e marciapiede.

"Guarda quel paninaro, sembra uscito da una rivista di moda ogni volta che entra al bar!"
Pirla
Francesca · Italia
"Pirla è un aggettivo tipicamente milanese che è diventato un po' patrimonio nazionale dell'ironia leggera, quindi con pirla si indica la persona un po' tonta che fa le cose senza alcun senso logico e si merita una pacca sulla spalla oppure un sacrosanto schiaffo a mano aperta. Quindi per esempio si può dire, ma quanto sei pirla? Hai lasciato le chiavi dentro la macchina chiusa col motore acceso?"

Pirla

Dare del pirla a qualcuno vuol dire dargli dello sciocco, del citrullo che ha fatto una mossa ingenua o una distrazione. Di origine lombarda ma ormai capito e usato in tutta Italia, è un insulto leggero, più da sfottò tra amici che da lite vera, di quelli che fanno più sorridere che arrabbiare.

"Ma sei proprio un pirla! Ti sei dimenticato le chiavi in macchina di nuovo?"

Sbarbo

A Milano e in Lombardia, sbarbo è il ragazzino o il tipo ancora giovane e acerbo, uno che vuole fare il grande ma gli si vede ancora il latte sulle mosse. Può essere detto per sfottere, ma anche con tono leggero e da presa in giro.

"Guarda quel sbarbo che cerca di fare il figo con la moto del papà!"

Ghe pensi mi

Classica frase milanese per dire 'ci penso io', solitamente seguita da un'azione risolutiva o di totale improvvisazione. Un mix di sicurezza e spavalderia locale.

"Quando il motorino non partiva più, Filo è arrivato con la sua chiave inglese e ha detto: 'Tranquilli ragazzi, ghe pensi mi!'"

Sciura

Voce milanese e lombarda per dire signora, spesso con una sfumatura ironica. Fa pensare alla donna di una certa età, ben tenuta, impettita, con gusti classici e presenza bella visibile nella vita di quartiere o del centro.

"Guarda là la sciura Carla che fa shopping in centro, sembra uscito da una sfilata di moda!"

Sciurmarèll

Modo milanese per dire il pensionato da cantiere che si piazza lì a guardare i lavori con le mani dietro la schiena, l'occhio da ispettore e il consiglio pronto anche se nessuno gliel'ha chiesto. È la versione più sciura dell'umarell, più da Milano che da ruspa.

"Al cantiere sotto casa c’è sempre il solito sciurmarèll: braccia dietro la schiena, fa la rassegna lavori e corregge pure il capomastro."

Ghe dà minga a vegnì

Modo di dire milanese che si spara quando una cosa non viene, non gira, non si incastra: insomma, non c’è verso e puoi anche smettere di sperarci. Vale per un obiettivo impossibile, un progetto che non decolla o perfino una vite che non prende la filettatura. Tono rassegnato ma con quel cinismo da bar sotto casa.

"Hai provato tre volte a far partire quella Vespa, poi guardi il motorino e fai: ghe dà minga a vegnì, portala dal meccanico."

Mala tusa

Modo di dire milanese per una ragazza che fa la monella, combina guai e mette scompiglio, spesso con un’aria innocente. Non è per forza cattiva davvero: è più una testa calda, imprevedibile, che ti trascina in situazioni assurde. Tusa in dialetto è la ragazza, mala dà il tono birichino, un filo provocatorio.

"Ué, hai visto la Roby ieri? Ha convinto tutti a saltare i tornelli della metro e poi ha riso: l'è proprio una mala tusa."

Ciumbia

Espressione di sorpresa o stupore, usata spesso in contesti informali per sottolineare una situazione inaspettata o caotica, tipica del dialetto milanese.

"Ciumbia, oggi il traffico è peggio di un ingorgo in tangenziale!"

Ciapà la pagura

Vuol dire prendersi paura, farsi prendere dall’ansia all’improvviso, spesso per una sciocchezza. È milanese bello dritto: ciapà è prendere, pagura è paura. Lo tiri fuori quando uno va in tilt, si fascia la testa prima di rompersela e parte con i drammi. Utile per sfottere bonariamente gli ansiosi cronici sempre.

"Oh, appena han detto che pioveva, Gianni ha ciapà la pagura e ha comprato cinque ombrelli, due pure per il cane."

Purel

Purel, spesso scritto purell, è un modo un po’ affettuoso e un po’ canzonatorio per dire ragazzino o povero cristo. Si usa quando uno appare ingenuo, troppo buono o facilmente fregabile, ma ti fa tenerezza più che rabbia. Può essere anche un commento da bar: non è un insulto cattivo, è più un pat pat sulla testa.

"Ma va là, quel purel di Tonino: l'han detto due promesse in piazza e lui ci crede ancora, come se il sindaco regalasse panettoni tutto l’anno."

Milanesata

Fare qualcosa di esageratamente appariscente o vistoso tipico dei milanesi che vogliono farsi notare: dal parcheggio dell'auto al vestito più luccicante.

"Luca è arrivato con l'ultimo modello di SUV e un abito da sera dorato, una vera milanesata!"

Voci del popolo

La teoria va benissimo, ma quello che ci piace davvero è sentire la gente nel suo flow naturale. Se conosci un'espressione bella delle tue parti, portala. E se c'è già, dalle la tua voce. La mappa sonora la costruiamo insieme.

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