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Guaglione

Voce napoletana per dire ragazzo, giovane oppure amico. Può suonare affettuosa, complice o pure leggermente sfottente, dipende tutto da come la lanci. È una parola piena di calore di strada, usata tantissimo nel parlato di Napoli e dintorni.

"Ma che stai dicendo, guaglione? Mo ce ne andiamo a mangiare 'na pizza!"
Mannaggia
Francesca · Lazio
"Mannaggia è un'imprecazione leggera, ma sentita, di chi non vuole bestemmiare ma deve assolutamente scaricare un po' di tensione accumulata. Quando le cose non vanno per il verso giusto e si serve uno sfogo verbale che sia veloce e immediato, puoi dire, mannaggia la miseria, ho buccato proprio mentre andavo all'appuntamento più importante del mese."

Mannaggia

Imprecazione leggera e sfogo veloce quando qualcosa va storto, senza arrivare a bestemmiare.

"Mannaggia la miseria, ho bucato proprio andando all’appuntamento."

Paisano

Termine usato in modo ironico per indicare qualcuno del proprio paese o che si comporta in modo tipicamente locale, spesso con un pizzico di campanilismo.

"Oh paisano, quanto tempo ci vuole per fare una granita? Qui siete lenti come lumache!"

Espressione barese usata per attirare l'attenzione di qualcuno, simile a 'ehi tu', spesso con un tono di sorpresa o rimprovero affettuoso.

"Ué, ma che stai dicendo? Vieni qua prima che ti acchiappa mammà!"

Tené 'a capa fresca

Napoletano verace che significa tenere la mente serena e non farsi sopraffare dal panico. È l'arte di restare leggeri pure quando la vita ti sbatte addosso montagne russe.

"Guarda Raffaele, pure col terremoto lui riesce a tené 'a capa fresca!"

Uagliù

Termine usato per chiamare i ragazzi in modo amichevole e familiare, tipico del dialetto napoletano.

"Oh uagliù, stasera ci facciamo una pizza e poi tutti all'osteria a far casino!"

Ciuccia ciuccia

Modo di dire napoletano usato per tagliare corto a chi frigna troppo per una scocciatura inevitabile. In pratica vuol dire sopporta, porta pazienza e tira avanti senza farne un teatro. Ha quel suono cantilenante che sembra quasi una carezza, ma dentro c'è pure la tirata d'orecchie.

"Uè frate, è mezz’ora che stiamo in fila e tu sbuffi: ciuccia ciuccia, prendiamoci una sfogliatella e aspettiamo il nostro turno."

Vrenzola

Si dice di una ragazzina sveglia, birichina e piena di energia, quella che sta sempre in mezzo, fa dannare i grandi ma ti strappa pure un sorriso. Ha un tono affettuoso, non cattivo: è più una peste di quartiere che una delinquente. La senti spesso tra vicoli e cortili, quando qualcuno commenta le marachelle di una piccola che non sta mai ferma.

"Guagliò, guarda ’sta vrenzola: ha rubato le caramelle al banco e poi è scappata ridendo, e tu ancora la chiami angioletto?"

'A ringhiera

Modo di sfottere chi sta sempre a giudicare, brontolare o farsi i fatti degli altri, tipo la classica signora affacciata al balcone che controlla tutto il vicolo. Si usa come etichetta ironica, spesso rivolta a chi fa la moralista o tiene sempre ‘sta faccia storta. È più presa in giro che insulto pesante, ma punge.

"Ué Gennà, stai sempre a guardare chi entra e chi esce e a commentare pure il cane del vicino. Ma basta, nun fa’ 'A ringhiera!"

Stamm poco a salott

Si dice di chi a casa ci passa giusto il tempo di posare le ossa e cambiare maglietta. Il salotto manco lo saluta. Ha un tono ironico e un po’ spaccone, per dire che stai sempre fuori tra amici, bar, piazza e serate, altro che vita da divano.

"Stasera birretta, poi due chiacchiere in piazza e finiamo al karaoke. A casa? Niente, fratè: noi stamm poco a salott."

Scianel

Modo ironico per chiamare chi si atteggia a gran signora o star del rione, con l’aria di chi ha sempre il tappeto rosso sotto ai piedi. È la storpiatura napoletana di Chanel e si usa per sfottere chi ostenta borse firmate e snobba tutti come se fosse in passerella a Via Toledo.

"Uè, guarda Carmela: tacchi, occhiali scuri e telefono in mano. Si crede Scianel solo perché ha preso la borsa tarocca al mercato."

Piedi comm'a 'nguille

Modo di dire per uno che non sta mai fermo e si muove di continuo, tipo bambino iperattivo o amico che fa mille giri senza concludere. L’immagine è quella dell’anguilla, scivolosa e imprendibile: hai la sensazione che questa persona ti “sgusci” sempre via, pure quando le dici di calmarsi. Si usa spesso con tono mezzo divertito, mezzo esasperato.

"Uè Gennà, ma t’ 'a vuò finì? Stai sempre a fa’ avanti e arreto, cu 'sti piedi comm'a 'nguille nun te fermi manco pe’ nu caffè."

Cumm'all'rotéll

Si dice di una persona che si muove tanto, parla tanto, si lamenta pure, ma alla fine resta ferma là e non combina niente. L'immagine è quella della rotella che gira a vuoto: fa scena, fa rumore, ma non ti porta un passo avanti. Si usa per prendere in giro con tono leggero chi si perde nei giri e non chiude mai.

"Mò Peppe cambia idea ogni due giorni, fa mille progetti, ma poi resta cumm'all'rotéll: gira gira e alla fine non consegna manco una cosa."

Sciampagnà

Vuol dire filarsela di corsa, sparire in un attimo, spesso quando ti beccano con le mani nel sacco o arriva qualcuno che non vuoi vedere. Può essere un ordine secco, sciampagn!, oppure un racconto, s'è messo a sciampagnà. È uno di quei verbi che suona già come una fuga: lo dici e stai già scendendo le scale.

"A Marì, quanno 'o vigile s'è girato, Gennaro ha pigliato 'e scartellate e, senza manco salutà, ha fatto sciampagnà pe' 'o vico."

Sciancatrale

Si dice di una persona storta nei modi, impacciata, tutta rappezzi e mosse sbilenche. Per estensione lo puoi sparare anche a un lavoro fatto malissimo, arrangiato a nastro, viti e preghiere. Non è una coltellata pesante, è più una presa in giro bella pungente per dire che lì c'è mano scassata e cervello un po' stortignaccolo.

"Uè, ma che sciancatrale hai montato? La mensola balla, le viti spuntano e pare che cada tutto appena passa il gatto."

Sciccoso

Vuol dire tutto tirato, elegantissimo, spesso pure un po’ esagerato, come se dovesse fare passerella anche per scendere a comprare il latte. È una storpiatura popolare di chic, detta con ironia: ti prende in giro perché sei troppo impettito o perché hai fatto un outfit da paura per un’uscita normalissima. Usabile anche al femminile: sciccosa.

"Ué guagliò, ma che fai, esci tutto sciccoso pure pe' portare 'o cane? Pare che tieni un matrimonio, e invece stai scendendo solo a prendere 'o pane."

Impicciata

Si dice di una persona che finisce spesso dentro a un impiccio, tra guai, pasticci e situazioni che si ingarbugliano da sole. Può essere quella che si caccia nei casini per distrazione, o quella che si mette in mezzo e poi non sa più come uscirne. Non è per forza cattiveria, più un talento naturale per complicarsi la vita. E quando succede, tutti le dicono: ma che fai?

"Uè Maria, stai sempe impicciata: ieri col motorino senza casco, oggi col padrone che ti cerca, domani chissà. Statte accorta, guagliò."

Cazzimma

È quella furbizia un po' impertinente che usi quando vuoi ottenere qualcosa senza far capire troppo le tue intenzioni. Una sorta di astuzia napoletana per gestire situazioni a proprio vantaggio.

"Oh, hai visto come ha convinto il prof a posticipare l'esame? Ci vuole proprio una bella cazzimma per fare 'sta mossa!"

Accussì

Usato per attirare l'attenzione di qualcuno senza usare il nome, simile a 'Ehi tu'. Tipico in contesti informali e affollati.

"Accussì, ma che combini al raduno? Non ti sarai mica portato la sedia?"

Voci del popolo

La teoria va benissimo, ma quello che ci piace davvero è sentire la gente nel suo flow naturale. Se conosci un'espressione bella delle tue parti, portala. E se c'è già, dalle la tua voce. La mappa sonora la costruiamo insieme.

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