Guaglione
Voce napoletana per dire ragazzo, giovane oppure amico. Può suonare affettuosa, complice o pure leggermente sfottente, dipende tutto da come la lanci. È una parola piena di calore di strada, usata tantissimo nel parlato di Napoli e dintorni.
"Mannaggia è un'imprecazione leggera, ma sentita, di chi non vuole bestemmiare ma deve assolutamente scaricare un po' di tensione accumulata. Quando le cose non vanno per il verso giusto e si serve uno sfogo verbale che sia veloce e immediato, puoi dire, mannaggia la miseria, ho buccato proprio mentre andavo all'appuntamento più importante del mese."
Mannaggia
Imprecazione leggera e sfogo veloce quando qualcosa va storto, senza arrivare a bestemmiare.
Paisano
Termine usato in modo ironico per indicare qualcuno del proprio paese o che si comporta in modo tipicamente locale, spesso con un pizzico di campanilismo.
Ué
Espressione barese usata per attirare l'attenzione di qualcuno, simile a 'ehi tu', spesso con un tono di sorpresa o rimprovero affettuoso.
Tené 'a capa fresca
Napoletano verace che significa tenere la mente serena e non farsi sopraffare dal panico. È l'arte di restare leggeri pure quando la vita ti sbatte addosso montagne russe.
Uagliù
Termine usato per chiamare i ragazzi in modo amichevole e familiare, tipico del dialetto napoletano.
Ciuccia ciuccia
Modo di dire napoletano usato per tagliare corto a chi frigna troppo per una scocciatura inevitabile. In pratica vuol dire sopporta, porta pazienza e tira avanti senza farne un teatro. Ha quel suono cantilenante che sembra quasi una carezza, ma dentro c'è pure la tirata d'orecchie.
Vrenzola
Si dice di una ragazzina sveglia, birichina e piena di energia, quella che sta sempre in mezzo, fa dannare i grandi ma ti strappa pure un sorriso. Ha un tono affettuoso, non cattivo: è più una peste di quartiere che una delinquente. La senti spesso tra vicoli e cortili, quando qualcuno commenta le marachelle di una piccola che non sta mai ferma.
'A ringhiera
Modo di sfottere chi sta sempre a giudicare, brontolare o farsi i fatti degli altri, tipo la classica signora affacciata al balcone che controlla tutto il vicolo. Si usa come etichetta ironica, spesso rivolta a chi fa la moralista o tiene sempre ‘sta faccia storta. È più presa in giro che insulto pesante, ma punge.
Stamm poco a salott
Si dice di chi a casa ci passa giusto il tempo di posare le ossa e cambiare maglietta. Il salotto manco lo saluta. Ha un tono ironico e un po’ spaccone, per dire che stai sempre fuori tra amici, bar, piazza e serate, altro che vita da divano.
Scianel
Modo ironico per chiamare chi si atteggia a gran signora o star del rione, con l’aria di chi ha sempre il tappeto rosso sotto ai piedi. È la storpiatura napoletana di Chanel e si usa per sfottere chi ostenta borse firmate e snobba tutti come se fosse in passerella a Via Toledo.
Piedi comm'a 'nguille
Modo di dire per uno che non sta mai fermo e si muove di continuo, tipo bambino iperattivo o amico che fa mille giri senza concludere. L’immagine è quella dell’anguilla, scivolosa e imprendibile: hai la sensazione che questa persona ti “sgusci” sempre via, pure quando le dici di calmarsi. Si usa spesso con tono mezzo divertito, mezzo esasperato.
Cumm'all'rotéll
Si dice di una persona che si muove tanto, parla tanto, si lamenta pure, ma alla fine resta ferma là e non combina niente. L'immagine è quella della rotella che gira a vuoto: fa scena, fa rumore, ma non ti porta un passo avanti. Si usa per prendere in giro con tono leggero chi si perde nei giri e non chiude mai.
Sciampagnà
Vuol dire filarsela di corsa, sparire in un attimo, spesso quando ti beccano con le mani nel sacco o arriva qualcuno che non vuoi vedere. Può essere un ordine secco, sciampagn!, oppure un racconto, s'è messo a sciampagnà. È uno di quei verbi che suona già come una fuga: lo dici e stai già scendendo le scale.
Sciancatrale
Si dice di una persona storta nei modi, impacciata, tutta rappezzi e mosse sbilenche. Per estensione lo puoi sparare anche a un lavoro fatto malissimo, arrangiato a nastro, viti e preghiere. Non è una coltellata pesante, è più una presa in giro bella pungente per dire che lì c'è mano scassata e cervello un po' stortignaccolo.
Sciccoso
Vuol dire tutto tirato, elegantissimo, spesso pure un po’ esagerato, come se dovesse fare passerella anche per scendere a comprare il latte. È una storpiatura popolare di chic, detta con ironia: ti prende in giro perché sei troppo impettito o perché hai fatto un outfit da paura per un’uscita normalissima. Usabile anche al femminile: sciccosa.
Impicciata
Si dice di una persona che finisce spesso dentro a un impiccio, tra guai, pasticci e situazioni che si ingarbugliano da sole. Può essere quella che si caccia nei casini per distrazione, o quella che si mette in mezzo e poi non sa più come uscirne. Non è per forza cattiveria, più un talento naturale per complicarsi la vita. E quando succede, tutti le dicono: ma che fai?
Cazzimma
È quella furbizia un po' impertinente che usi quando vuoi ottenere qualcosa senza far capire troppo le tue intenzioni. Una sorta di astuzia napoletana per gestire situazioni a proprio vantaggio.
Accussì
Usato per attirare l'attenzione di qualcuno senza usare il nome, simile a 'Ehi tu'. Tipico in contesti informali e affollati.