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Catenaccio

Nelle Marche, oltre a indicare un solido chiavistello, si usa in gergo per descrivere una persona testarda e ostinata come il ferro.

"Oh, guarda che catenaccio quel Mario: l'ho invitato al mare venti volte e alla fine è venuto solo perché la moglie gli ha detto di sì!"

Ciucciò

Espressione usata per descrivere un pasticcio o una situazione incasinata; può anche riferirsi a una persona sbadata o distratta.

"Oh, ma che ciucciò hai combinato in cucina con tutto quel gorgonzola! Sembra un campo di battaglia!"

Pecora

Termine usato per descrivere chi segue ciecamente le idee altrui, proprio come una pecora segue il gregge.

"Eh bravo, 'u pecora! Prima dici no e poi fai tutto quello che dice Ciccio!"

Scaldare la panchina

Vuol dire restare in panchina, quindi fuori dall’azione, come il panchinaro che passa la partita a guardare gli altri e al massimo si scalda il sedere. Nasce dallo sport ma si usa anche a scuola, al lavoro o nei gruppi: sei presente, però non ti fanno entrare o non conti granché. Spesso ci sta dentro un filo di frustrazione e autoironia.

"Al torneo mi chiamano sempre per fare numero: arrivo puntuale, tuta nuova, e poi scaldare la panchina fino al fischio finale."

Fare il riscaldatore

Si dice di uno che sta lì a far presenza, mugugna, commenta tutto, magari mette pure ansia al gruppo, però quando c'è da lavorare davvero si smaterializza. È il classico che scalda la sedia e l'aria con la bocca, non con le mani. Espressione canzonatoria, usata spesso tra colleghi o in squadra.

"Oh Francesco, smetti di fa’ il riscaldatore: meno brontolate e più mani in pasta, sennò la consegna la facciamo domani e ci tocca stare qui."

Stè cu la capu nzerta

Si dice di uno che gira con la testa nel pallone, come se avesse la capoccia infilata da un’altra parte. È quello che non capisce una mazza, sbaglia strada, risponde a caso e sembra sempre mezzo stonato. Si usa per prendere bonariamente in giro chi è distratto o proprio fuori fase, senza cattiveria, ma con una bella risata.

"Oh Giò, ieri dicevi che venivi alle otto e invece sei arrivato a mezzogiorno: stè cu la capu nzerta, te perdi pure casa tua!"

Vuò campà 'cca 'a panchina

È la battuta che ti mollano quando stai sempre appiccicato alla panchina a non fare niente, a guardare la giornata sfilare davanti agli occhi. Dentro c'è un piccolo rimprovero: muoviti, datti una svegliata, trovati qualcosa da fare. Di solito esce tra amici o in famiglia, con tono scherzoso ma pure un po' stuzzicante.

"Uè Gennà, è 'na settimana che stai sempe là. Vuò campà 'cca 'a panchina? Alzati e venì a dà 'na mano, jamme!"

Fare la bòta 'd panchina

Modo di dire piemontese usato per prendere in giro il perdigiorno che sta piantato in piazza sulla panchina, a fare due parole e guardare passare il mondo, invece di combinare qualcosa. È bonario ma un filo pungente, perfetto quando uno rimanda sempre lavoro o commissioni. Se poi ci scappa il neh, hai già capito l’aria.

"Oh neh, Luca è ancora lì ai giardini: da stamattina fa la bòta 'd panchina, fuma e ciarla, e il trasloco lo facciamo noi."

Pota

Intercalare bergamasco che senti ovunque, dal bar alla curva, e che cambia senso col tono. Detto secco può voler dire rassegnazione, tipo che ci vuoi fare, mentre allungato diventa sorpresa o sottolineatura di una verità ovvia. Spesso serve anche solo a riempire una pausa, come un dai locale. A Bergamo lo appiccichi a fine frase per dare colore, o all’inizio per partire con un commento. Da non confondere col marchigiano potà.

"Frate, ho perso il treno e domani ho l’esame. Eh pota, capita, vai a casa a piedi e domani te la giochi lo stesso."

Gufare

Lanciare bad vibes, fare previsioni pessime o portarsi jella da soli (o agli altri) con la tua negatività.

"Oh ma piantala di gufare, ieri hai detto che avrebbe piovuto al concerto e infatti mi son beccato un'acqua!"

Cucchiaio

Il tiro di pura classe, quello che ti fa alzare dalla sedia anche se sei tifoso della squadra opposta. Si batte un rigore o una punizione di precisione e invece di sparare il pallone lo accarezzi con il collo del piede in modo che faccia una parabola lenta e beffarda. Totti l'ha fatto in Olanda nel 2000 e da allora il cucchiaio è leggenda nazionale. Roba da matti.

"L'ha messo dentro con un cucchiaio che ha fatto piangere il portiere, mica una sbracciata qualunque. Da copertina di Gazzetta, dai."

Voci del popolo

La teoria va benissimo, ma quello che ci piace davvero è sentire la gente nel suo flow naturale. Se conosci un'espressione bella delle tue parti, portala. E se c'è già, dalle la tua voce. La mappa sonora la costruiamo insieme.

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